Scoperta la truffa degli assegni sociali
di Adriano Agatti wPAVIA Percepivano gli assegni sociali senza abitare in Italia: non avevano infatti comunicato che si erano trasferiti all'estero. Una truffa ai danni dell'Inps scoperta dalla Guardia di Finanza di Pavia che hanno segnalato alla magistratura sette persone. Cinque sono quelle che percepivano gli assegni, gli altri due denunciati sono parenti che avevano il compito di ritirare il denaro negli uffici postali. I denunciati abitano a Pavia, Albuzzano, Stradella, Vigevano e Rivanazzano. In tre anni i denunciati avrebbero percepito 56 mila euro senza averne il diritto. Il denaro adesso dovrà essere restituito. L'assegno è stato istituito dalla legge 335/95, la cosiddetta riforma Dini, e rientra tra i principali strumenti in vigore in materia di protezione sociale: spetta esclusivamente ai cittadini che si trovano in condizioni economiche disagiate. Questi assegni interessano, in particolare, i cittadini italiani comunitari (con iscrizione all'anagrafe comunale) extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo) rifugiati politici e apolidi che abbiano compiuto 65 anni, rispettino particolari condizioni reddituali. L'operazione della Guardia di finanza è stata effettuata in tutte le province italiane. In particolare le Fiamme gialle hanno incrociato i nomi degli italiani residenti all'estero con quelli che beneficiano degli assegni sociali. Per la nostra provincia sono emersi cinque nominativi. Gli uomini del colonnello Domenico Grimaldi (il comandante provinciale della Guardia di Finanza) hanno eseguito nuovi accertamenti e hanno scoperto che per due di loro gli assegni venivano ritirati dai parenti che vivono in Italia. Le sette persone (beneficiari e parenti) sono state denunciate per truffa aggravata e continuata ai danni dello stato finalizzata all'indebita percezione di emolumenti assistenziali in mancanza dei requisiti previsti dalla legge. La Guardia di finanza di Pavia ha anche iniziale la procedura per il sequestro degli immobili nella disponibilità dei denunciati per recuperare più efficacemente le somme indebitamente percepite a garanzia del credito erariale. Gli investigatori delle Fiamme gialle hanno anche interessato l'Inps, organo competente per la gestione della pensione sociale, per la conseguente procedura di sospensione e revoca del beneficio e per il recupero delle somme indebitamente elargite nel corso gli ultimi tre anni. I controlli incrociati saranno ripetuti anche nelle prossime settimane.