Furti di biciclette E' allarme in piazza e alla stazione
VIGEVANO Furti di biciclette, più che un allarme sembra essere diventata la normalità. Parlando con qualsiasi "ciclista" la risposta è pressoché sempre la stessa: minimo una bici rubata, ma spesso sono molte di più. In particolare nella zona della stazione ferroviaria. «Me ne hanno rubate ben cinque - racconta Ennio Zamarco - sia in giro per la città sia nel cortile di casa. Ho sempre fatto denuncia, ma non ne ho mai ritrovata una. L'ultima me l'hanno presa sei mesi fa. Speriamo in bene». Non solo bici, ai ladri piacciono anche i motorini. «È la prima volta che uso la bici - dice Luca Galeotti - non mi fido a lasciarla in giro. Oggi però la moto non funzionava. Furti di biciclette sono all'ordine del giorno, basta guardarsi intorno e capisci subito il perché. Qualche anno fa avevo un Ciao, il noto vecchio motorino. Era pieno di adesivi, me lo hanno rubato e non l'ho mai più trovato. Nella mia compagnia, hanno rubato almeno cinque o sei biciclette. E molte erano parcheggiate in Piazza Ducale". Qualche fortunato, però, c'è. «Uso spesso la bici - ribatte Luca Panara - e non me l'hanno mai rubata, forse perché so come e dove parcheggiarla: scelgo sempre luoghi ben visibili e scelgo anche il lucchetto e la catena. Non si rompono con uno spintone, per esempio. Ad ogni modo lo dice sempre anche mio padre, che è un agente di polizia locale, in città rubano tante biciclette. È un problema molto sentito». In piazza, di pomeriggio, sono soprattutto pensionati o ragazzi minorenni ad usare la bicicletta. A qualcuno, diciamo, è andata pure bene. «Mio marito ha ritrovato la sua bici - racconta Nadia Capelli- l'aveva parcheggiata davanti alla Chiesa, alle sei di sera. Poi tornando a casa con la macchina l'ha riconosciuta: dei ragazzi la stavano portando via a mano. Si è fermato e gli ha chiesto dove l'avessero presa. Hanno risposto di averla comprata per 5 euro. Lui gli ha spiegato che quella è la sua bici e che certo non vale solo 5 euro. Per fortuna i ragazzi non hanno fatto storie e mio marito ha così ripreso la sua bicicletta». Per chi nella vita custodisce e ripara biciclette, questa non è certo una novità. «Qualcuno passa di qui - spiega Osvaldo Giovanni Siano, titolare del deposito bici della stazione - e lascia la bici per giorni e giorni. Io non posso chiedere documenti, e molto probabilmente si tratta di bici rubate. Qualcun altro viene da me con qualcosa che assomiglia ad un rottame e mi chiede di comprarla per 5 euro, giusto per mangiare. In media potrei parlare di aver visto almeno 10 bici delle rubate l'anno, ma sono molte di più quelle rovinate. Piuttosto che riparare una ruota, i freni o la sella, la rubano e fanno da soli». Selvaggia Bovani