Il Coni: «Troppi dubbi sull'utilizzo»
PAVIA L'obbligo di portare in campo un defibrillatore è alle porte, ma dall'inizio della stagione agonistica si è già esteso l'obbligo di avere in campo un medico o un'ambulanza finora valido solo fino alla serie D. Anche nel campionato d'Eccellenza (categoria più alta organizzata dal comitato regionale lombardo della Figc), da settembre è infatti obbligatoria la presenza in campo di un medico o di un'ambulanza con i soccorritori. A doversi far carico dell'adempimento di questa regola è solo la società ospitante del match. Chi sgarra subisce una multa di 100 euro. «La sicurezza e la salute vengono prima di tutto – sottolinea il delegato provinciale nel comitato lombardo Figc, Francesco Santagostino –. Il prossimo passo sarà l'obbligo dell'installazione dei defibrillatori nei campi. E' un'iniziativa lodevole e giusta. I pericoli per la salute però ci sono sia la domenica, durante le centinaia di partite che si giocano in Lombardia, sia nelle sere di allenamento durante la settimana. E per le società, aldilà dell'installazione dei defibrillatori, sarà uno sforzo ulteriore la formazione di persone autorizzate ad usare questa apparecchiatura». Sui campi maggiori, normalmente, il personale è quello della Cri: «Tutte le nostre sedi sono dotate di defibrillatori – spiega il delegato provinciale Luigino Bassanese –. E tutto il nostro personale è ovviamente in grado di utilizzarli». Il Coni provinciale, dal canto suo, sollecita chiarezza: «E' necessario che le nuove norme vengano spiegate con chiarezza prima di tutto a chi, come noi, ha il dovere di fornire alle società tutte le indicazioni necessarie – spiega il presidente Oscar Campari –. Quando il quadro sarà completo, contatteremo le società e spiegheremo nel dettaglio cosa fare per adeguarsi alle norme, una volta definite dai decreti attuativi».