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POLITICA L'occasione irripetibile per Pd e progressisti nLa fine anticipata della IX legislatura in Regione Lombardia chiude un ciclo ventennale e apre un'occasione straordinaria, forse irripetibile, per il Pd e i progressisti. Concretezza e coerenza dovrebbero spingere finalmente il Pd a capitalizzare una lunga fase di opposizione a Formigoni e al suo modello di governo della Regione. IL Pd ha per ora costruito un'esile alleanza con la parte sinistra dell'opposizione. Dalla sua ha però una proposta non improvvisata, frutto di un progetto costruito negli anni che, attualizzato nella crisi, andrebbe rapidamente riproposto all'attenzione delle forze vive della nostra regione. Avrebbe già dovuto organizzare primarie di coalizione per scegliere la candidata o il candidato per la Presidenza della Regione, conferendogli per questa via la forza e la legittimazione necessarie per competere in un momento di così grande sfiducia dei cittadini nella politica e di distacco dalle istituzioni. Primarie mai come in questo caso appropriate istituzionalmente, oltre che motivate politicamente, dal fatto che nelle Regioni c'è l'elezione diretta del Presidente. Anche se in queste ore pare siano state fissate per sabato 15 dicembre, penso che sarebbe stato più ragionevole farle a doppio turno e accoppiare a quelle nazionali. Per troppi giorni ha prevalso l'incertezza, si è affacciata di nuovo la paura di affrontare direttamente, con propri dirigenti, la competizione. Continua una maledizione quasi ventennale, che il centrosinistra lombardo e milanese sembrano non volersi scrollare di dosso. Ben quattro volte, per le candidature a presidente della Regione o a sindaco di Milano si è proposta una soluzione esterna. Di nuovo, con Umberto Ambrosoli, è stata tentata la strada del papa straniero, ipotesi sostenuta con interessato entusiasmo da noti ambienti finanziari e professionali. Gradita a editori, amministratori e direttori dei primi quotidiani italiani. Un'Italia e una Lombardia normali, una democrazia sana esigono invece che ciascuno faccia la sua parte: la magistratura amministrando la giustizia con con imparzialità, chi agisce nel mondo della finanza e dell'economia svolgendo con eticità la sua importante funzione sociale, i giornali informando l'opinione pubblica e facendo crescere consapevolezza e spirito critico. L'esito delle ultime primarie di Milano e ancora di più la vicenda giudiziaria di Filippo Penati sembrano invece aver risucchiato il Pd in quella maledizione, il gruppo dirigente regionale è apparso smarrito e paralizzato. Il Pd deve affrontare le primarie con spirito aperto e inclusivo, consapevole dei propri limiti e parzialità, ma deve dimostrare di avere fiducia nelle proprie forze, nelle tante personalità oneste e sperimentate che sono all'altezza della sfida oggi aperta per la guida della Regione Lombardia. Se non ora quando? Carlo Porcari travaco' Il Comune riciclone e i furbetti del rifiuto nLeggo con piacere sulla Provincia pavese del 3 novembre che Travacò è un Comune "riciclone". Personalmente ho sempre separato tutti i rifiuti possibili anche all'epoca delle campane per plastica, vetro e carta, tanto più ora che ci viene fornito il servizio porta a porta. Un dubbio però ce l'ho per quanto riguarda vigilanza e sanzioni. Come si può essere certi dell'appartenenza di un certo sacchetto di spazzatura, parliamo di quelli in sacchetto come il "secco" e quindi senza un possibile nome sul bidoncino, quando su un fronte strada insistono più famiglie? Inoltre mi è successo almeno un paio di volte che qualche "furbo" lasciasse un sacco nero pieno di vetro davanti allo sbocco sulla strada principale di casa mia o di vedere qualcuno fermarsi in auto davanti alla cascina Carnevala e abbandonare rifiuti. Chi sanzionare in quei casi? Massimo Schiavetta PAVIA Il Pgt e le cose che mancano alla città n"In me non c'è che futuro": mi piacerebbe che il Pgt della nostra città avesse questo titolo perché se così fosse avrei la speranza di una prossima rinascita del nostro centro storico, di un'integrazione qualitativa delle periferie, della possibile partenza di iniziative economiche capaci di esprimere innovazione e al tempo stesso solidità produttiva. L'amministrazione con il piano in discussione dovrebbe chiedersi cosa manca a Pavia e creare le condizioni perché si compia una svolta, anche se stiamo affrontando una delle crisi più gravi dal dopoguerra ad oggi. La crisi non è solo economica ma soprattutto sociale, morale e politica: ecco perché si esprime in tutta la sua gravità e potenza. Il Pgt, documento fondamentale per la città, non dovrebbe essere campo di battaglia ma luogo attorno a cui una "comunità" in pericolo, costituita da associazioni culturali, di categoria (dagli agricoltori ai commercianti, dagli artigiani agli industriali, alle professioni), enti, istituzioni, fondazioni, semplici cittadini, dovrebbe impegnarsi ad elaborare sintesi e non divisioni. Sogni? No, pragmatismo, infatti così funziona in molti paesi europei, guarda caso quelli che ora stanno risentendo meno della crisi! Non ci sono risorse? Chi amministra cominci a bloccare il consumo del territorio a fini speculativi, se sono risorse sane si convoglieranno verso gli altri progetti, gli unici consentiti, quelli che servono alla città e non ai pochi immobiliaristi. Chi amministra cominci a impegnare le professionalità e le competenze delle sue strutture per intercettare gli importanti finanziamenti europei, disponibili però a fronte di progetti credibili. Chi amministra cominci a dialogare con chi dovrà "subire" scelte presentate come le uniche possibili, cominci a volgere uno sguardo d'insieme alla città e non solo ai soliti noti, cominci a fare cultura e poi l'economia verrà, in europa succede dappertutto e continuamente, noi siamo diversi antropologicamente? p.s.: "In me non c'è che futuro" non è un titolo farina del mio sacco, ma appartiene a una delle più sorprendenti esperienze economiche, sociali e soprattutto culturali che, come una meteora, ha attraversato la storia recente del nostro Paese Stefania Vilardo lista civica Insieme per Pavia Vigevano La non-discussione sul caso mense nMartedì 30 ottobre alle ore 20.30 si è svolto a Vigevano il Consiglio comunale che tra i punti all'odg aveva anche la mozione congiunta sul caso "mense". In una riunione dei capigruppo consiliari si era deciso di rimandare ad altra data le mozioni meno urgenti per lasciare il tempo di discutere quella relativa alle mense, data la stringente attualità della questione. Sembrava esserci l'accordo, ma allo scoccare della mezzanotte, come nella favola di Cenerentola, la realtà torna a essere quella vera: dalla maggioranza si chiede di interrompere il consiglio a causa dell'ora ormai tarda. L'inevitabile e immediata reazione della minoranza e del pubblico non ha cambiato di una virgola l'agire dei consiglieri e il Consiglio è stato interrotto. Ritengo sia indispensabile porre alcune questioni su cui riflettere: 1. Mi sembra subito evidente quali siano le priorità della maggioranza (è più importante l'ora del contenuto della discussione). 2. La discussione della mozione sulle mense, anticipata sugli organi di stampa e di grande attualità, coinvolge bambini, famiglie, scuole e come esplicita richiesta di una parte politica presente in consiglio andava doverosamente discussa, se non altro per una questione di rispetto verso le parti in causa, indipendentemente dalla volontà di chi ci governa di proseguire dritti per la propria strada senza ascoltare nessuno. 3. Penso che, se si rispettano i cittadini e le istituzioni, le risposte vadano date nelle sedi preposte e non su facebook, sui siti internet, con filmati sulla rete o tramite i giornali: esistono ancora le istituzioni della Repubblica, tanto contestata, la Lega ne fa parte e finchè le regole non vengono modificate queste valgono anche per lei! 4. Una delle prime decisione di questa Amministrazione è stata spostare le mozioni in coda agli odg: un modo legalmente codificato per non far più parlare la minoranza in Consiglio. 5. La partecipazione é il sale della nostra democrazia: non lasciamo che la rassegnazione ci tolga il sapore. Elisabetta Parea Civiltà Vigevanese sanita' Una clinica che funziona nVorrei esprimere il ringraziamento più sincero, a tutto lo staff medico, il Coordinatore, il personale infermieristico e operatori di supporto, della Clinica di Malattie Infettive Tropicali del policlinico San Matteo di Pavia. Da tre giorni, mio figlio di 17 anni presentava iperpiressia, tonsillite e faringoadinia che ci ha costretti ad una consulenza in Pronto Soccorso con diagnosi di sospetta mononucleosi. Prenotata visita ambulatoriale, il ragazzo è stato visitato e ricoverato dal dr. Malfitano che ha iniziato le procedure del caso per confermare la diagnosi. Il periodo che nostro figlio ha dovuto trascorrere all'interno del reparto, è stato facilitato dalla grande professionalità e umanità di tutto il personale, coordinato dalla signora Lattuada. Tutti si sono sempre dimostrati gentili, sorridenti, educati e disponibili a qualsiasi richiesta del ragazzo, trasmettendo una forte idea di equipe che lavora con obiettivo il benessere della persona, nonostante i probabili problemi che ruotano attorno ad un lavoro come questo. T. M.