Truffa, condannata a vent'anni

di Adriano Agatti wSPESSA PO I carabinieri l'hanno arrestata ieri mattina nella sua abitazione di Spessa Po. Gabriela Mos, una donna di 38 anni di origine romena ma con la cittadinanza italiana, deve scontare una condanna a vent'anni di reclusione per le accuse di truffa e falsificazione di scrittura privata. Una condanna decisamente elevata se paragonata alle leggi italiane. In pratica avrebbe sostituito i suoi documenti a quelli di una conoscente romena deceduta. Con i documenti falsi avrebbe venduto due case e avrebbe intascato oltre 50 mila euro. Adesso è stata rinchiusa nel carcere di Vigevano dei Piccolini in attesa della decisione del tribunale sulla richiesta di estradizione avanzata dalla magistratura romena. Gabriela Mos vive in Italia da diversi anni in un'abitazione di via Spessetta. Ha anche acquisito la cittadinanza italiana ma è ritornata diverse volte in Romania a trovare i parenti. Secondo l'accusa approfittava dei viaggi per mettere a segno le truffe. L'undici giugno del 2010 sarebbe andata da un notaio di Cluj, la sua città di origine, per vendere un immobile. Con un picoclo trucco: aveva sostituito i suoi documenti a quelli della legittima proprietaria della casa in vendita. Una donna che era deceduta qualche mese prima. Gabriela Mos, secondo l'accusa, avrebbe sostituito le sue generalità e la sua fotografia: sarebbe quindi riuscita a vendere l'immobile incassando 35 mila euro. Poi sarebbe rientrata tranquillamente a Spessa Po. Una truffa che sarebbe stata ripetuta una seconda volta sempre nella zona di Cluj. I parenti della legittima proprietaria degli immobili si sono accorti della truffa e hanno sporto denuncia alla polizia di Cluj. Sono stati eseguiti accertamenti anche con la collaborazione dei carabinieri del reparto operativo di Stradella coordinati dal capitano Francesco Spera. I militari italiani hanno aiutato i colleghi romeni e, alla fine, Gabriela Mos è stata portata davanti ai giudici del tribunale di Cluj. Qui è stata condannata a vent'anni di reclusione. Naturalmente si tratta di una condanna in primo grado, la donna dovrà sostenere il giudizio di appello. La magistratura di Cluj, una città che si trova a 440 chilometri da Bucarest e che un tempo era la capitale della Transilvania, ha emesso un mandato di cattura internazionale. L'ordine è arrivato ai carabinieri della compagnia di Stradella che, ieri mattina, l'hanno eseguito. Adesso Gabriela Mos resta in carcere in attesa della decisione del tribunale sulla richiesta di estradizione. La condanna è molto pesante.