Esodati Eni, l'accordo funziona
SANNAZZARO Sono 1.250 in provincia; di questi, oltre 450 nella sola Lomellina: soprattutto postali e bancari; poi un buon 15% di ex-dipendenti di aziende private e trenta ex collaboratori di Eni. La Cisl, attraverso il suo patronato Inas, fa sapere le cifre di lavoratori che stanno vivendo nel limbo degli esodati, di coloro che, pur avendo sottoscritto con il loro datore di lavoro una percorso di avvicinamento all'età della pensione, ancora oggi ignorano la loro reale sorte. Rispetteranno il piano, precedentemente sottoscritto oppure dovranno adattarsi alla riforma delle pensioni voluta dal ministro Fornero il 4 dicembre scorso? Vittorio Locatelli, responsabile Inas a Sannazzaro e Mede, è esplicito: «Il limbo per questi esodati è rappresentato dallo spostamento in avanti dell'età della quiescenza voluto dal governo; si parla di almeno due anni avanti, senza più mobilità, né incentivi». Incertezza in molti, soprattutto in coloro che hanno ricevuto dall'Inps una lettera «ambigua» che dice tutto e nulla al tempo stesso. Così Locatelli: «In sintesi afferma: caro lavoratore, attento. Potresti rientrare tra coloro ai quali sarà garantito il rispetto del patto sottoscritto con la tua ex-azienda, ma potresti anche finire tra coloro che saranno proiettati in avanti». Insomma? «La solita storia all'italiana – ribatte Vittorio Locatelli – che ci impegna perchè sia rispettato quanto assunto da datori di lavoro e lavoratori, che volontariamente hanno volontariamente accettato le regole del gioco. Ci ha poi pensato il ministro Fornero al cambio delle regole a partita in corso». Inas sta seguendo diverse decine di fascicoli in Lomellina interloquendo con la Direzione Territoriale del Lavoro. In gioco soprattutto gli "esodati" di prima generazione. Al gruppo Eni sono trenta gli ex-dipendenti interessati, ma per essi vale una clausola diversa, frutto di una lungimirante conciliazione avvenuta tra Eni e forze sindacali. Così conferma Vittorio Locatelli: «A livello nazionale con Eni è stata sottoscritta una clausola decisiva. I lavoratori eventualmente non-salvaguardati dall'accordo ad personam, potranno avvalersi di una nuova revisione delle condizioni con Eni stessa. In sostanza, una clausola-paracadute che potrà garantire le condizioni economiche previste dalle nuove regole pensionistiche. Comunque vada, i trenta lavoratori lomellini ex-Eni potranno ridiscutere le loro condizioni con Eni». Gli esodati degli altri settori dovranno vivere ancora nel limbo dell'incertezza. Paolo Calvi