Negozi aperti a Natale? Commesse preoccupate
PAVIA Brillano di luci i centri commerciali. I negozi sono aperti anche per la festa di Ognissanti. E' stato deciso così. Una decisione amara per i tanti commessi che ora temono di dover lavorare anche nei giorni di Natale e Santo Stefano. Per il momento non vi è nulla di certo, ma le voci che circolano nei punti vendita delle gallerie sono insistenti. E preoccupano. «Lavoriamo quasi 365 giorni all'anno, tutte le domeniche, e ora ci stanno togliendo anche quelle festività che, per tradizione, si ama trascorrere in famiglia» dice Anna, impiegata da un paio di anni in uno dei negozi di abbigliamento. «Non c'è più tempo per i propri affetti – aggiunge – e non sembra che questa strategia commerciale aumenti i guadagni». Bennet, Carrefour, gli Ottagoni. Pochi chilometri di distanza tra loro. Nei parcheggi un via vai di auto e di carrelli della spesa. All'interno genitori che passeggiano con i figli, guardano le vetrine, entrano nei negozi. Ma non sono in molti a fare acquisti. «Non si registra un'impennata delle vendite, mentre le spese d'apertura ci sono e siamo convinti che, a conti fatti, non vi sia alcun guadagno» sostengono alcuni dipendenti dei punti vendita del centro commerciale di San Martino che già lo scorso anno avevano lavorato il primo novembre ed erano rimasti aperti anche a Ferragosto. «Un incremento delle vendite c'è solo nelle prime due domeniche del mese, per questo sarebbe meglio limitare l'apertura domenicale« aggiunge Teresa che lavora al Bennet da una decina di anni. «Non ci spaventa il lavoro, il problema è che ce n'è sempre meno – dice Agata Pirrello – non sono d'accordo sul restare aperti a Natale o a Santo Stefano, ma dovrò farlo, se sarò obbligata». La sua voce si unisce al coro di "no all'apertura del 25 e del 26 dicembre" che arriva dagli altri colleghi, consapevoli che «la crisi c'è, le assunzioni non si sono moltiplicate ed il problema vero è quello di riuscire a tenersi il posto». «Ci sono festività che vanno rispettate, per questo non sono d'accordo su un'apertura tout court» dice Federica Mazzocchi e Barbara D'Auria precisa: «Non si pensa che abbiamo una famiglia, una casa da mandare avanti. Sarebbe meglio alternare le aperture domenicali». «Per l'azienda è dispendioso restare aperti nei giorni festivi – sostiene invece Margherita Iuzzia, dipendente di uno dei negozi della galleria Carrefour -. Passi la domenica, ma adesso si sta esagerando. Sonia Pedemonte ammette che «già si parla di restare aperti per mezza giornata il 25 dicembre e poi il 26». «Qui ci sono quattro dipendenti e, oltre agli straordinari, ci sono le altre spese. Ci chiediamo se conviene» commenta. E che tenere la saracinesca alzata non valga la pena, lo afferma anche Diane Legrand responsabile di Cache Cache. Agli Ottagoni non sono molti i punti vendita aperti. «E' una questione di abitudine – taglia corto una commessa – da tempo lavoriamo ogni giorno dell'anno». Stefania Prato