Vendola assolto, lacrime liberatorie
di Maria Berlinguer wROMA «Sono felice mi è stata restituita la vita, l'innocenza, Dopo l'assoluzione posso cominciare la cavalcata delle primarie, fin qui sono stato molto frenato». Nichi Vendola ha pianto ascoltando la sentenza del tribunale di Bari che lo ha assolto dall'accusa di abuso di ufficio per la nomina di un primario. L'accusa aveva chiesto una condanna a 20 mesi, ma il gup Susanna De Felice lo ha «graziato» perché «il fatto non sussiste». «Se condannato mi ritiro dalla politica», aveva annunciato nei giorni scorsi. Si capisce dunque con quale stato d'animo Vendola ha atteso la lettura della sentenza. «Chi mi conosce lo sa: l'argomento del processo era un argomento importante per me e un po' mi vergognavo perchè l'idea di poter essere confuso con un qualunque Fiorito mi dava molto dolore», ammette il leader di Sel. «Berlusconi a fronte di una sentenza di condanna per frode fiscale, uno dei reati più infamanti che possano esistere, annuncia il ritorno sulla scena pubblica: per me un'eventuale condanna per concorso in abuso d'uffico era sufficiente per congedarmi dalla scena pubblica», dice con orgoglio davanti ai giornalisti in una conferenza stampa. «Oggi mi è stata restituita quell'innocenza che era scritta nel mio cuore e che oggi è scritta nella sentenza di un giudice tuttavia penso di aver fatto bene ad annunciare, a fronte di un'eventuale condanna l'uscita di scena perchè credo che sia durato troppo a lungo il conflitto virulento tra politica e giustizia: credo che chi abita nei palazzi del potere deve esercitare, come dice la Costituzione, con onore le proprie funzioni», premette. Vendola cita la madre che ha vissuto con apprensione questi mesi. «Io ho sofferto molto, è stato un dolore lancinante perché vedere accanto al mio nome e al mio cognome l'evocazione di figure di reato mi umiliava, tuttavia questo può capitare ad un semplice cittadino come può capitare ad un presidente di Regione: è capitato a me e non mi sono lamentato, sono andato a difendermi nel processo non mi sono difeso dal processo, ho manifestato e manifesto fiducia nella giustizia, nonostante il dolore che ho provato, penso oggi di poter meritare la fiducia», dice con soddisfazione. Come sempre Vendola è circondato dall'affetto dei suoi sostenitori. I suoi cellulari squillano in continuazione. Oggi il leader di Sinistra ecologia e libertà è più motivato e forte. Per questo torna a premere su Bersani . «Ho firmato con Bersani una carta di intenti per contribuire alla costruzione di un centrosinistra capace di vincere e cambiare l'Italia: la mia ambizione non è ricostruire il recinto della sinistra radicale o di rifare la sinistra arcobaleno», spiega. Ora Vendola si dedicherà alla corsa per le primarie del centrosinistra. «Posso cominciare da oggi la cavalcata delle primarie». Una cavalcata che per i principali sfidanti di Nichi, Bersani e Renzi, è cominciata da un pezzo. Per questo Vendola sa di partire con uno svantaggio. «Trasformerò lo svantaggio in vantaggio, io che sono stato sempre Davide contro Golia nella mia vita, ora ho due Golia contro cui affrontare la sfida delle primarie. Spero che ancora una volta vinca Davide», dice. L'ultima battuta è per il mondo dell'informazione. Alla luce della propria assoluzione ma anche di quella dell'ex governatore pugliese, Raffaele Fitto, Vendola ha invitato l'informazione ad essere «più prudente». «E' importante ripristinare il sentimento del decoro nella vita pubblica» per questo bisogna tenere «lontana la sanità da lobbismo e corruzione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA