Villa abusiva alla Certosa «Ok del Tar, va demolita»

di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Villa abusiva dietro la Certosa, arriva l'ordinanza di abbattimento. Il provvedimento, firmato dal sindaco Massimiliano Sacchi, è il secondo in ordine di tempo. Il primo, infatti, era stato fatto nel 2008, qualche mese dopo la scoperta da parte del Corpo forestale dello Stato dell'immobile realizzato proprio accanto al Monumento. E soprattutto, in maniera quasi totalmente abusiva. Per quattro lunghi anni, il primo provvedimento (preso dall'allora sindaco Ivan Chiodini, finito poi lui stesso nei guai per questa vicenda) è rimasto sospeso nelle aule giudiziarie amministrative. Fino a quando il Tar ha dato ragione al Comune, almeno per quanto riguarda una serie di manufatti realizzati senza chiedere alcun permesso. Fra questi, la piscina, una chiesetta, un porticato e altro ancora. Originariamente, infatti, dietro il muro della Certosa esisteva solamente una vecchia fornace del '400, utilizzata fin dalle orgini proprio per fabbricare i mattoni destinati all'abbazia. Negli anni, tutto questo si è trasformato in un museo-villa con tanto di piscina. Dopo la lunga battaglia giudiziaria, ora il secondo ordine di abbattimento, entro metà dicembre. Il proprietario, Gianantonio Ricotti, direttore del Museo dei Navigli, non commenta questa seconda intimazione arrivatagli dal Comune. «Il Tar ha dato ragione a noi – dice invece il sindaco, Massimiliano Sacchi – e abbiamo l'obbligo di procedere in tal senso. La questione è molto complicata dal punto di vista procedurale e amministrativo. Ma questo hanno detto i giudici e noi non possiamo fare diversamente». La scoperta della villa-museo, risultata poi completamente abusiva, avvenne nel febbraio del 2008 quando gli agenti della Forestale, a seguito di una segnalazione, fecero un controllo nella tenuta scoprendo che molti manufatti non erano in regola.