Ilva di Taranto, operaio muore schiacciato
All'Ilva di Taranto un operaio di 29 anni, Claudio Marsella (nella foto), di Oria (Brindisi), è morto schiacciato da un locomotore durante le operazioni di aggancio della motrice ai vagoni. È stato soccorso da alcuni colleghi ma le lesioni riportate al torace erano troppo gravi ed è morto in ospedale. La tragedia, che porta in meno di 20 anni a 45 il numero delle morti bianche al siderurgico tarantino, arriva in una fase drammatica per lo stabilimento che è stretto tra il rischio di chiusura per l'inchiesta giudiziaria sull'inquinamento ambientale e la nuova Aia che impone obblighi più stringenti sulla tutela ambientale. Immediata la reazione dei sindacati che, non appena si è diffusa la notizia dell'incidente, hanno proclamato uno sciopero che si protrarrà sino a stamattina alle 7. Come i lavoratori, anche l'azienda, in segno di lutto, ha deciso di sospendere le attività produttive per il primo turno. Erano quattro anni che gli incidenti (che pur si sono succeduti in questi anni all'Ilva) provocavano feriti ma nessun morto. L'ultima vittima del lavoro nello stabilimento era stato un operaio polacco dipendente di un'azienda appaltatrice che nel dicembre del 2008 cadde da un ponteggio dell'altoforno 4. L'incidente di ieri è avvenuto alle 8.45 nel reparto movimento ferroviario. La Procura di Taranto ha aperto una inchiesta cercando di chiarire come siano andate le cose. Sono stati sottoposti a sequestro il locomotore che ha schiacciato Marsella e l'area nella zona Parco Ovest, nella quale è avvenuto l'incidente. Se dovessero emergere responsabilità penali, la Fiom ha annunciato che si costituirà parte civile.