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di Andrea Visconti wNEW YORK La Grande Mela è in ginocchio, con i servizi pubblici ancora bloccati e centinaia di migliaia di persone al buio. Ma la devastazione che Sandy si è lasciata alle spalle va ben oltre New York. Sette milioni e mezzo di persone sono rimaste senza elettricità, i danni all'economia sono stimati intorno ai 50 miliardi di dollari e il numero delle vittime negli Stati Uniti è salito a 38. Si vanno ad aggiungere ai 69 morti che l'uragano avava fatto nei Caraibi prima di toccare terra lungo la costa del New Jersey. «Niente lungaggini, niente ostacoli burocratici fino a quando non avremo affrontato fino in fondo la situazione», ha detto ieri Barack Obama dopo avere dichiarato zona disastrata sia New York che il New Jersey. «Ho chiesto al governo di mettere a disposizione qualsiasi strumento che possa essere utile, comprese risorse militari che per esempio possano affrettare i tempi con cui pompare l'acqua dei tunnel della metropolitana». Il capo della Casa Bianca ha anche lanciato un appello a tutta la popolazione. «Il nostro Paese è sempre stato in grado di rimettersi in piedi davanti alle avversità grazie al modo in cui sappiamo rispondere come nazione. Chiedo a tutti allora di aiutare i vicini, soprattutto gli anziani. E mi appello anche alla generosità degli americani perché facciano una donazione alla Croce Rossa. Loro sanno cosa è necessario fare e come intervenire. E dunque mobilitiamoci tutti insieme e manteniamo alto il nostro spirito fina a che tutto non sarà risolto». Obama ha concluso appellandosi direttamente al sindaco di New York Michael Bloomberg e al governatore del New Jersey Chris Christie. «Dobbiamo fare sì che voi, come tutti gli altri sindaci e governatori le cui comunità sono state colpite da Sandy, abbiate accesso a tutte le risorse di cui avrete bisogno. Se non ci riuscite, chiamatemi personalmente alla Casa Bianca».Un messaggio con il quale il presidente ha voluto sottolineare che il suo governo sta reagendo all'emergenza Sandy in modo diametralmente opposto a come reagì l'amministrazione Bush messa alla prova con l'uragano Katrina a New Orleans. E' stato il sindaco di New York Michael Bloomberg a descrivere in poche parole la straordinaria potenza di Sandy. «Non raccontiamoci frottole: questa è stata una tempesta di proporzioni devastanti, la peggiore che abbiamo mai vissuto». E ha aggiunto: «Ci vorrà tempo e pazienza ma la nostra amministrazione è determinata a smuovere mari e monti per ripristinare le cose il più in fretta possibile». Non è stata la pioggia a provocare il disastro. Anzi. Sandy a New York ha portato una pioggerella quasi delicata che a malapena avrebbe bagnato i marciapiedi. Ma sono stati i venti fino a 145 chilometri all'ora a scatenare il pandemonio. Hanno fatto gonfiare il livello dell'acqua che è salito di quattro metri. Quanto basta per scavalcare gli argini lungo il fiume Hudson e l'East River e inondare vaste aree di Manhattan. Una cosa del genere non si era mai vista a New York. Il record precedente di acqua alta si era registrato nel 1960, quando sulla città si abbattè l'uragano Donna. Ma allora l'acqua era salita di tre metri e mezzo. Le immagini circolate nelle ore successive lasciavano a bocca spalancata. Strade nel distretto finanziario vicino a Ground Zero trasformate in enormi pozze con l'acqua che a volte copriva metà delle portiere delle auto parcheggiate. Scrosci di acqua salata che si riversavano sui marciapiedi, riempivano le cantine e inondavano gli androni dei palazzi residenziali. Situazione doppiamente drammatica sulla Quattordicesima. Qui infatti l'acqua non soltanto ha inondato ogni cosa ma ha pure mandato in tilt una centralina dell'energia elettrica che intorno alle 20 di lunedì sera, mentre Sandy stava travolgendo New York, è esplosa provocando altissime scintille azzurre visibili da tutte le parti della città. Il risultato è stato lasciare al buio migliaia di newyorkesi. 230 mila persone rimangono senza elettricità nella zona a sud della 39sima Strada. Complessivamente sono circa 650 mila i residenti di New York da lunedì sera senza corrente e le previsioni sono che ci potrebbero volere non meno di tre giorni prima che venga ripristinata. La città continua a essere paralizzata con il servizio della metropolitana sospeso da domenica sera. Oltre cinque milioni di persone dipendono ogni giorno dal metrò per andare a lavorare ma fino a quando i tunnel sotto l'East River non saranno svuotati dall'acqua non sarà possibile riprendere il servizio. Ieri in serata hanno ricominciato a circolare in forma limitata i mezzi di superficie. La situazione nel vicino New Jersey è ancora più devastante. Ci sono intere comunità in questo stato che confina con New York dove le squadre di pronto soccorso sono dovute intervenire con barche a remi e canoe per portare in salvo la popolazione. Paesi come Little Ferry, Carlstadt e Moonachie sono stati praticamente spazzati via dall'acqua. ©RIPRODUZIONE RISERVATA