Jolly La Camera «Per il Pavia gioco ovunque»
PAVIA E' diventato il jolly del centrocampo azzurro in questa fase iniziale di stagione: Giovanni La Camera è utilizzato da mister Roselli in diverse posizioni tattiche e l'ex giocatore del Benevento si è sempre messo a disposizione della squadra accettando questo ruolo. «Con mister Roselli non c'è bisogno di chiarimenti, ci siamo subito capiti – risponde La Camera –. Cerco di fare quello che è utile alla squadra. Per questo all'inizio mi avete visto in mediana con Ferrini, poi esterno sinistro a Bolzano, già alla seconda di campionato, e seconda punta nella grande emergenza che abbiamo vissuto con il Carpi. Domenica scorsa – ricorda il centrocampista di origini messinesi – ho iniziato a destra e poi sono andato a sinistra quando è entrato Meza Colli. Mi sento pronto a indossare tutte le maglie, dalla numero 2 alla 11, per giocare. Ma l'obiettivo è far bene per la squadra e, a giudicare da quello che stiamo ottenendo tutti insieme, si può essere soddisfatti». La crescita del gruppo ha portato il Pavia a infilare sette risultati utili consecutivi dopo le due sconfitte iniziali. «La nostra forza è proprio questa, mettere in primo piano il gruppo. Non è retorico dire che usiamo il "noi" piuttosto che l'"io" – spiega La Camera –. Questo spirito di appartenenza ha portato molti giovani, anche 18enni, a trovare spazio e a contribuire con la voglia di far bene a questi risultati. Noi più esperti mettiamo magari anche quella capacità in più nel gestire certi momenti, ma è giusto così». Nello spogliatoio azzurro la parola play off rimane tabù, benché il quinto posto sia solo un punto più su e nelle ultime sette giornate il Pavia abbia avuto un rendimento secondo solo a quello del Lecce. «Dobbiamo vivere alla giornata e non porci obiettivi né a lungo né a medio termine perché altrimenti rischieremmo di perdere di vista la realtà. Questo campionato di Prima divisione è equilibrato e difficile – spiega il 29enne centrocampista del Pavia – Il futuro è per noi la partita di domenica a Cuneo. Dobbiamo cercare di allungare la striscia positiva di risultati, sempre mettendo alla base la prestazione. Non dimentichiamoci che anche avversari come il Treviso, oggi penultimo ma destinato a risalire la classifica, possono metterci in difficoltà resistendo per oltre un'ora ai nostri assalti». Poi ci hanno pensato Capogrosso e Meza Colli ad affondare i veneti (2-0) permettendo al Pavia di vincere per la prima volta al Fortunati. Viene da chiedersi se questo Pavia debba pensare solo alla salvezza. «Ora dobbiamo pensare solo a far bene – continua La Camera –. La consapevolezza del nostro buon lavoro ci viene dall'aver fermato squadre come Carpi e Entella, che sono lì davanti a noi. Ora pensiamo al Cuneo, poi toccherà alle più quotate Lecce, Cremonese e Trapani. Se il Pavia riuscirà ad essere quello delle ultime settimane potremo giocarcela contro tutti, a prescindere dal nome dell'avversario che ci troveremo di fronte. A Cuneo – ribadisce il giocatore del Pavia – dovremo essere umili come sempre, perché senza quest'atteggiamento rischieremmo di perdere». Enrico Venni