«Ora la mafia faccia le valigie»
Dall'inviato a PALERMO «E' meglio che la mafia faccia le valigie, con me presidente della Regione non avrà vita facile». Rosario Crocetta, 61 anni, lo dice con un sorriso. Lui che vive sotto scorta dal 2003, perché tre sono state le volte che la mafia ha progettato di ucciderlo, che dice sempre «ringrazio Dio per ogni giorno che mi fa vivere». Nato a Gela lì è stato sindaco due volte, la seconda eletto al primo turno con il 64,8% dei voti. «Il piccolo uomo venuto da una piccola città ha sconfitto il tiranno delle grandi metropoli», dice riferito a Berlusconi. «Perché, scusi?», gli viene chiesto. «Come perché? Perché lei non crede che ora vinceremo anche le elezioni politiche? Siamo un modello qui in Sicilia, un modello di rinascita». Rinascita anche nel modo di amministrare. «Per prima cosa mando via Albert (potente dirigente regionale ndr) e gli "albertini", i consulenti dei fondi europei, così risparmio subito 10 milioni e mi sono guadagnato lo stipendio davanti ai siciliani». Rosario Crocetta è seduto al tavolino di un bar, davanti alla sede del suo comitato che affaccia su via della Libertà, nemmeno 100 metri da quello del rivale Nello Musumeci. Vestito grigio, sotto la giacca un gilet di maglia che un po' stride. E' stato il primo sindaco gay dichiarato, sarà il secondo presidente di Regione omosessuale. Lo dice lui stesso. Sa quattro lingue, italiano, arabo, inglese e francese, è perito chimico e ha lavorato all'Eni di Gela. Ha scritto, e pubblicato, poesie, ha collaborato a giornali della sinistra. E' stato iscritto del Pci, poi di Rifondazione, del Pdci, infine è approdato al Pd. Eletto al parlamento europeo nel 2009 ha lasciato la carica di sindaco, ora è vicepresidente della neonata Antimafia europea. Dovrà lasciare Bruxelles per Palermo. Ha già deciso che Manuele Rapisarda, professore non vedente, sarà il suo consigliere alle politiche della disabilità. «L'ho fatto salire sul palco, a Catania, ha aperto lui il mio comizio, parlando a braccio, un discorso bellissimo. La piazza l'ha incoronato. C'era più gente per me che per Grillo, mi avessero fatto fare la campagna sempre in piazza avrei preso anche più voti. Mi piace stare con il corpo nella mischia, come diceva Pasolini». Niente inciuci, ripete. «Il crocché (acronimo per Crocetta Micciché ndr) non lo posso mangiare, il medico mi ha negato i carboidrati, dice che mi fanno male». Chiederà il consenso sulle proposte: «Ce li voglio vedere a dire di no con la Sicilia che precipita».(a.ce.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA