Lazio, indagato l'ufficio di presidenza
ROMA Una nuova bufera giudiziaria si abbatte sulla Regione Lazio. Dopo il caso della malagestione dei fondi destinati ai gruppi con il coinvolgimento di Franco Fiorito (Pdl) e Vincenzo Maruccio (Idv), la procura di Roma si trova ora a fare i conti con un nuovo fronte di indagine: le procedure che, il 28 marzo scorso, hanno portato alla proroga dell'incarico di segretario generale del consiglio regionale a Nazzareno Cecinelli. Per questo sono finiti nel registro degli indagati tutti i membri dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale, compreso il presidente dell'aula Mario Abbruzzese e la moglie del sindaco Gianni Alemanno, la consigliera del Pdl Isabella Rauti. Con loro devono rispondere di concorso in abuso d'ufficio anche Bruno Astorre (Pd), Gianfranco Gatti (Lista Polverini), Claudio Bucci (Idv) e Raffaele D'Ambrosio (Udc). Per l'accusa le procedure per la proroga della nomina di Cecinelli sono state adottate in violazione delle disposizioni legislative sull'affidamento di incarichi dirigenziali a tempo determinato. E nel mirino del pubblico ministero Alberto Pioletti sono finite le delibere tramite le quali fu prorogato l'incarico: l'ipotesi di lavoro degli inquirenti è che Cecinelli, prossimo alla pensione, non avesse più i requisiti per esercitare l'incarico. Gli accertamenti costituiscono un capitolo a parte della più ampia inchiesta sulla gestione del fondi regionali alla Pisana. La vicenda, tra l'altro, è oggetto di attenzione anche da parte della Corte dei Conti. La procura, all'indomani dell'avvio dell'azione penale, segnalò il caso alla magistratura contabile per verificare eventuali conseguenze sotto il profilo del danno erariale. L'Ufficio di presidenza del Consiglio prende le distanze dall'ipotesi di reato presa in esame dalla procura.