'Ndrangheta, «sentenza da annullare»
di Maria Fiore wPAVIA Lo scopo è ribaltare la sentenza di primo grado, che, con 110 condanne, aveva decretato l'esistenza di una organizzazione di stampo mafioso collegata alla 'ndrangheta calabrese in Lombardia. Ma molti avvocati sono andati ieri mattina in aula a Milano, per la prima udienza del processo d'appello, con lo spirito di chi spera addirittura di annullarla, quella sentenza. La decisione presa dal giudice di primo grado Roberto Arnaldi, con cui venivano condannati, per l'accusa di turbativa d'asta, anche i pavesi Giovanni Valdes (ex sindaco di Borgarello), il bancario di Vernate Alfredo Introini, l'imprenditore di Tortona Salvatore Paolillo e l'imprenditore di Cura Carpignano Francesco Bertucca (l'unico dei pavesi a processo per associazione mafiosa), ricalcherebbe pari pari gli atti di indagine dell'Antimafia. «Compresi molti errori di stampa», ironizza qualche avvocato. «Il giudice avrebbe invece dovuto motivare la sua decisione in maniera approfondita – sostengono i legali –, senza ripercorrere il ragionamento del pubblico ministero». L'impugnazione della sentenza parte quindi da questa presunta lacuna formale, per poi svilupparsi attorno a questioni di sostanza, posizione per posizione. L'udienza di ieri mattina non è stata ancora l'occasione, per gli avvocati della difesa, di entrare nel merito delle accuse e della strategia che ogni legale ha in mente di abbracciare per cercare di smontarle. Il giudice si è limitato a fare l'appello degli imputati, a prendere atto di alcuni errori nelle notifiche e a rinviare il processo al 3 dicembre, quando il giudice relatore esporrà la causa davanti al collegio. Le difese parleranno a gennaio, mentre la conclusione del processo è prevista per febbraio. In parallelo è stata avviata la causa di lavoro di Alfredo Introini nei confronti del Credito cooperativo di Binasco, la banca per cui Introini lavorava prima di essere raggiunto, a luglio del 2010, da un avviso di garanzia e licenziato. L'udienza della causa, inizialmente prevista per oggi davanti al giudice Francesca Ferrari, è stata rinviata al 14 dicembre. Introini, che è difeso dagli avvocati Massimo Zucca e Luisa De Margheriti, chiede di essere reintegrato al lavoro: secondo i legali non c'erano i presupposti per quel licenziamento, adottato prima della fine del processo. Processo che, per Introini, Valdes, Paolillo e Bertucca, si era comunque chiuso con una condanna (anche se a loro, va precisato, non fu contestata l'aggravante mafiosa). Per l'accusa di turbativa d'asta (il filone dell'inchiesta "Infinito" che riguardava la gara truccata a Borgarello, dove il diritto di superficie del terreno di via Di Vittorio, secondo l'accusa, fu acquistato dalla società Pfp in maniera non regolare) il giudice Arnaldi aveva deciso un anno e quattro mesi, con pena sospesa, per l'ex sindaco di Borgarello Valdes (difeso dall'avvocato Mario Brusa), e un anno per Introini e Paolillo. Sei anni di carcere invece per l'imprenditore Bertucca (difeso dall'avvocato Orietta Stella), che doveva invece rispondere di associazione mafiosa. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA