Ecco le regole per i dipendenti pubblici

di REMO EPIFANI La signora Sandra, 58 anni a gennaio scorso, segnala di possedere 38 anni di contributi maturati come dipendente pubblico alla fine di agosto 2012 e chiede di conoscere l'epoca del proprio pensionamento. Il pensionamento dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati, come anche quello dei lavoratori autonomi è condizionato, come noto, dalle nuove regole e modalità di conseguimento del relativo diritto, introdotte, a far tempo dal 1°gennaio 2012, dalla legge n.214 del 22 dicembre 2011. Queste regole interessano da un lato la pensione di vecchiaia per il cui diritto viene richiesto oltre ad una contribuzione minima di 20 anni, anche un più elevato requisito anagrafico, che per le lavoratrici dipendenti del pubblico impiego è già di 66 anni, destinato peraltro ad aumentare per effetto del suo adeguamento agli incrementi della speranza di vita. Le nuove regole riguardano anche il conseguimento della pensione anticipata, che a far tempo dalla data citata ha sostituito la vecchia pensione di anzianità. Per la pensione anticipata infatti non vale più la precedente regola del possesso delle cosiddette quote - somma di età anagrafica e contribuzione maturata - per conseguirne il diritto e non bastano più nemmeno i 40 anni di contributi, prescindendo dall'età anagrafica. La legge sopra citata, differenziando i requisiti contributivi tra lavoratori e lavoratrici, a partire dal 1°gennaio 2012 ha previsto, in particolare, che le lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, e le lavoratrici autonome maturino il diritto alla pensione anticipata, prescindendo dall'età anagrafica, con il possesso di 41 anni ed 1 mese di contributi, elevati a 41 anni e 2 mesi dal 2013 ed a 41 anni e 3 mesi dal 2014. In ogni caso dal 2013 le predette anzianità contributive saranno aumentate per effetto degli adeguamenti alla speranza di vita, già fissati in 3 mesi dal 2013 e previsti in aumento di ulteriori 4 mesi rispettivamente dal 2016 e dal 2019. Alla luce di queste sintetiche notizie, la strada più veloce per il pensionamento della signora Sandra è quella della pensione anticipata, che la stessa potrà maturare a maggio del 2016, quando potrà disporre della richiesta anzianità contributiva di 41 anni e 10 mesi. A questa pensione verrebbe attribuita la decorrenza (finestra) del 1°giugno 2016, essendo stata abolita dalla citata legge 214/2011 la precedente finestra mobile, che differiva la decorrenza della pensione di 12 mesi dalla maturazione del relativo diritto. Se la signora Sandra, come chiede di sapere, decide di lasciare l'attività lavorativa una volta raggiunti i 40 anni di contributi, per il suo pensionamento, quello di vecchiaia, dovrà attendere che raggiunga il richiesto requisito anagrafico di 66 anni ed 11 mesi, a novembre del 2020, essendo già abbondantemente in possesso di quello contributivo, pari ad almeno 20 anni. In tal caso la pensione avrebbe la decorrenza del 1°dicembre 2020. In alternativa alle riferite ipotesi, c'è sempre per la signora Sandra la possibilità di conseguire il pensionamento con le modalità della "opzione donna", lo speciale regime pensionistico previsto per le lavoratrici dall'articolo 1, comma 9 della legge n.243/2004. Questa norma, ancora in vigore, consente, come noto, alle lavoratrici dipendenti, pubbliche e private, ed a quelle autonome, in via sperimentale fino al 31 dicembre 2015, il diritto di conseguire la pensione di anzianità con almeno 35 anni di contributi e 57 anni di età, se lavoratrici dipendenti, e 58 anni di età se lavoratrici autonome. Ad una condizione tuttavia: che per la determinazione del proprio trattamento pensionistico le lavoratrici optino per il sistema di calcolo contributivo, certamente meno favorevole di quello retributivo. Per il profilo anagrafico e contributivo posseduti - 58 anni di età e 38 anni di contributi -, la signora Sandra avrebbe pertanto già maturato non solo il diritto alla pensione di anzianità con la citata opzione donna, ma anche la prevista decorrenza, che si collocherebbe immediatamente dopo la cessazione del suo rapporto di lavoro subordinato e quindi anche da subito. Per simularne il calcolo con il sistema contributivo è tuttavia necessario disporre dell'intera storia retributiva della signora Sandra. Con tale sistema l'importo annuo della pensione si ottiene infatti moltiplicando il montante contributivo, somma di tutti i contributi versati ogni anno durante l'intera vita lavorativa del dipendente, pari al 33% della retribuzione ed opportunamente rivalutati, per un coefficiente di trasformazione correlato all'età del lavoratore alla data di liquidazione della pensione (decorrenza).