Milan, ora o mai più Contro il Genoa Allegri si gioca tutto
MILANO «Sono sicuro che vinceremo». Di rado un allenatore si sbilancia come Massimiliano Allegri alla vigilia della sfida contro il Genoa. D'altronde ogni altro esito renderebbe davvero complicata la sua permanenza del sulla panchina del Milan. E in fondo nell'ambiente rossonero c'è la convinzione che la svolta sia dietro l'angolo, che 6 sconfitte su 11 partite mentano sul valore della squadra. Almeno così Adriano Galliani ha motivato la fiducia rinnovata, da lui e dal presidente Silvio Berlusconi, all'allenatore dopo il flop in Champions League con il Malaga. Una conferma utile a spazzare almeno per 72 ore l'ipotesi di un esonero. «Non l'ho mai temuto. Conoscevo le contenuti del discorso di Galliani perché - ha spiegato Allegri - ci parlo ogni giorno». Meno con Berlusconi. «Appena ho detto che da una settimana non lo sentivo si è cominciato a dire che lui voleva sostituirmi - ha sottolineato Allegri -. Mi ha chiamato prima della partita con il Malaga. Era sereno, ha incoraggiato me e la squadra come sempre, sapendo che è un momento di difficoltà e bisogna uscirne. Se sarà più vicino al Milan dopo il passo indietro in politica? Il presidente non è mai stato lontano». Allegri ora spera di aver trovato la formula giusta. «Ho fatto una scelta a Malaga e con questa andremo avanti - ha chiarito -. Poi potrei anche usare un centrocampista come Ambrosini fra i due difensori centrali». Un po' come De Rossi nella Roma, ma non subito contro il Genoa, perché De Jong ha smaltito l'infiammazione all'anca e comporrà la coppia di mediani con Montolivo, considerato inamovibile. Il Milan ha bisogno della creatività dell'azzurro e «di più lucidità negli ultimi trenta metri» ha notato Allegri, confidando in Pato, pronto a tornare titolare dopo otto mesi (l'ultima volta il 25 febbraio contro la Juventus) e tre infortuni muscolari. In campo anche Boateng, giocatore da ritrovare.