Trema la terra nel Pollino Crolli, un morto d'infarto
di Fiammetta Cupellaro wROMA L'Italia continua a tremare. Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5 ha gettato nel panico la notte scorsa le popolazioni della zona del Pollino, al confine tra la Calabria e la Basilicata. Tra le province di Cosenza e Potenza, una delle zone a più alto rischio sismico in Italia. Un uomo di 84 anni, Francesco Longo di Scalea è stato colpito da infarto. E' morto mentre caricava le coperte in macchina per portare i nipotini a trascorrere la notte fuori casa. Ma sono tante le storie che si sono intrecciate in questa notte di paura in Calabria. Una zona questa del Pollino che non è stata colta impreparata dal terremoto ed è proprio per questo che si conta un'unica vittima. E' da oltre due anni che l'area tra Basilicata e Calabria è interessata da uno sciame sismico che non ha lasciato tregua alla popolazione abituata alle simulazioni di evacuazioni. E dalla scossa principale dell'1.05 della notte scorsa ci sono state altre cento repliche di intensità minore. L'epicentro è stato localizzato tra i comuni di Mormanno, Laino Castello, Laino Bordo nel Cosentino e nel comune di Rotonda in provincia di Potenza. A Mormanno ci sono stati crolli, lesionata la cattedrale che è stata chiusa, mentre l'ospedale è stato evacuato. I malati e gli ospiti delle case di riposo di Mormanno e Laino Borgo sono stati trasferiti in strutture della Protezione civile. Centinaia di persone hanno trascorso la notte all'aperto, mentre i sindaci della zona interessata dal sisma hanno deciso la chiusura delle scuole per due giorni. In via precauzionale per le verifiche tecniche. Ma sono tutti gli uffici pubblici ad essere monitorati. «Al momento comunque non ci sono le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza» ha detto il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli. E dopo la condanna a sei anni del Tribunale dell'Aquila, torna in scena la Commissione Grandi Rischi. Dopo il terremoto della scorsa notte, il governo ha chiesto il ritiro delle dimissioni dei componenti della commissione rassegnate dopo la sentenza. «Una decisione che diventa anche un segnale di solidarietà alla comunità scientifica» ha detto il ministro dell'Ambiente Clini. E la risposta della commissione è stata chiara. Il presidente Luciano Maina ha offerto la disponibilità facendo sapere che «risponderebbero» se convocati dalla Protezione civile. Un'ipotesi realistica perché non si produca una sorta di vuoto in un momento di emergenza dopo il terremoto nel Pollino, da tempo sotto osservazione proprio della Grandi Rischi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA