La sede Inail verso la chiusura protesta di utenti e impiegati
VIGEVANO Saranno oltre 400 gli invalidi vigevanesi che rischieranno di doversi sobbarcare chilometri e chilometri per raggiungere la sede più vicina dell'Inali, l'istituto nazionale invalidi del lavoro. Con loro anche le dipendenti che, ad oggi, lavorano in viale Montegrappa. Lo denuncia Antonio Ballo, referente cittadino dell'Amnil, l'associazione nazionale fra lavoratori mutilati ed invalidi del lavoro. La chiusura degli uffici locali non piace ai cittadini ma nemmeno ai sindaci che si vedono mancare, è il caso di tutta la Lomellina, un punto di riferimento importante. «Valuteremo la possibilità di mettere a disposizione dell'Ente altri locali - commenta Andrea Sala, sindaco di Vigevano - magari con la formula del comodato d'uso gratuito. A breve incontrerò i vertici dell'Inail e nell'eventualità di una chiusura della sede cittadina, mi proporrò di cercare dei locali. Dimostrando l'interesse pubblico, credo si possa tranquillamente parlare di comodato d'uso gratuito. Faremo in seguito una valutazione del patrimonio disponibile in capo al Comune e avanzeremo quindi una proposta». Per quanto riguarda gli impiegati Inail, secondo quanto previsto dal decreto Tremonti-bis del 2011, verranno dislocati su Pavia, il che comporterà una spesa, o decurtazione, non indifferente nel proprio bilancio mensile. Benzina o abbonamenti ai mezzi pubblici, il costo non è irrisorio. «Rispetto ad un primo documento presentato a luglio – spiega Francesco Meduri, sindacalista della Cgil – in cui le realtà locali venivano cancellate, ora si parla solo di un taglio del 10% del personale, che andrà a sommarsi ai tagli già previsti nella spending review attraverso meccanismi quali i prepensionamenti e simili. Il rischio è quello di trovarsi con carenza o con problemi di personale e quindi con l'inevitabile chiusura di una sede». Chi ne pagherà davvero le conseguenze saranno i cittadini, non solo i vigevanesi. Per Pavia, per esempio, esiste una sola linea autobus da Vigevano, ma non tutti i pullman sono tutti dotati di pedana per consentire la salita a persone diversamente abili. «Questi provvedimenti - ribatte Bergonzi, funzione pubblicadella Cgil di Pavia - arrivano come la grandine, all'improvviso. E noi non abbiamo più certezze o avvisaglie. Ieri si sono tenute diverse assemblee: Inail, Inps e Indap, tutte con gli stessi punti all'ordine del giorno: legge di stabilità e tagli al pubblico impiego». (s.bo.)