Via Emilia perde i negozi storici

VOGHERA Scabini chiude, Sala ridimensiona, Calderara tiene duro, Ronchi sta alla finestra. La situazione delle boutique storiche di via Emilia a Voghera è sempre più difficile. Alcuni negozi di vecchia data sono hanno già abbassato le saracinesche (come Melchionni abbigliamento, ceduto ai cinesi) o sono emigrati (Sunshine Square all'angolo con via San Lorenzo è andato a Pavia, i locali all'angolo con via San Lorenzo sono sfitti da mesi); altre attività rischiano di scomparire. «Una volta si faceva la vasca in via Emilia e c'era la folla, adesso non passa più nessuno: a fine anno chiudo», spiega Bruno Scabini, commerciante di vestiti da 35 anni, trenta dei quali anche con un rinomato servizio di sartoria. «Sono stufo – aggiunge – avere un'attività comporta troppe spese e il lavoro è molto diminuito. Io compro i miei capi un anno prima: se si vogliono tenere certe marche è necessario rispettare il budget imposti all'acquisto dall'azienda fornitrice. E poi se rimangono indumenti in magazzino si devono pagare due volte perché sono tassati». A dicembre 2012 il negozio chiuderà i battenti definitivamente: Scabini si toglie qualche sassolino dalle scarpe. «Voghera è stata distrutta quando sono state date le licenze ai centri commerciali: il lavoro in Voghera centro non esiste più. Prima un altro negoziante era mio cliente e io andavo da lui, adesso è scomparso questo scambio». Risalendo via Emilia si incrocia Mum and Daughter. La proprietaria, Clelia Julio è dal 1953 che vende griffe di abbigliamento firmate: «Non abbiamo intenzione di chiudere – precisa - ma dobbiamo impegnarci a trovare nuove iniziative per dare un'identità a Voghera. Lo stilista Valentino è nato qui, Voghera dovrebbe essere la capitale della moda in Oltrepo». Sala calzature rimarrà aperto per il 2012, mentre nel 2013 i proprietari hanno deciso di ridimensionare gli spazio attraverso un restyling, il negozio quindi per alcuni mesi rimarrà chiuso per lavori di ristrutturazione.Poi riaprirà. Chi non ha ancora abbassato la saracinesca è invece il sarto Calderara, ma c'è una motivazione. «Per adesso non chiudo perché sono responsabile del personale – spiega Giovanni Calderara – quindi per il 2103 ci sarò, poi chiuderò. Se dovessi solo valutare come stanno andando le cose potrei smettere». Ronchi, negozio presente da 45 anni, per ora resiste. «Non chiudo, almeno per ora, ma vediamo come va l'inverno, poi valuteremo – dice Vittorio Nobile – E' un periodo di attesa e di crisi, sicuramente il periodo più brutto che ho mai vissuto». Melchionni Arredamento sta operando gli ultimi saldi, entro fine anno scomparirà il negozio in piazza Duomo. «Terremo un ufficio di progettazione, arredo, tendaggi e vendita – spiega Francesco Melchionni - Il momento è difficile e ci sono motivazioni personali che ci hanno spinto verso questa scelta». Marco Quaglini