Devono pagare per avere tutta la pensione

PAVIA Claudia ha 26 anni di contribuzione Inps e 14 Inpdap, l'ente previdenziale per i dipendenti pubblici, e dopo 40 anni di lavoro, gli ultimi dei quali a scuola, voleva andare in pensione nel 2011: ma è cambiata la legge, e ora dovrebbe pagare 110mila euro per trasferire la contribuzione Inpdap all'Inps e vedersi riconosciuti tutti i contributi versati nel calcolo della pensione. «Dato che aveva 60 anni le hanno liquidato la pensione di vecchiaia, spiega Davide Ottini, Cgil – ma conteggiando solo i 26 anni di contributi Inps, i 14 Inpdap sono andati perduti, e con loro circa 450 euro di pensione al mese». Maria, invece, lavorava in una casa di cura che fino al 2007 era un ente di diritto pubblico, e poi si è trasformato in una cooperativa: la sua posizione è stata trasferita dall'Inpdap all'Inps, nel 2010 cambia la legge e ora, che voleva andare in pensione e ricongiungere i 31 anni e 6 mesi di lavoro nel pubblico impiego all'Inps, scopre che per farlo deve pagare circa 172mila euro. «Invece di andare in pensione a 60 anni ci andrà a 67 con due pensioni, la cui somma non sarà mai pari a quella che avrebbe preso se avesse potuto averne una sola», spiega Ottini. E ora deve vivere con meno di 1000 euro al mese. In due anni sono circa 200 i casi di questo genere passati dalla Camera del Lavoro. Li chiamano i "gabbati" dalla riforma taglia-pensioni, varata dal governo Berlusconi nel 2010: lavoratori che fino a luglio del 2010, prima dell 'entrata in vigore della legge 122, potevano andare serenamente in pensione, come tutti gli altri, avendo pagato contributi per una vita intera, e che da un giorno all'altro si sono visti negare il diritto alla pensione effettivamente maturata: seicentomila per la Ragioneria dello Stato. «Si tratta di dipendenti pubblici – spiega Ottini – la maggioranza donne. Dipendenti pubblici che o volevano trasferire la contribuzione dall'Inpdap all'Inps per poter andare in pensione a 60 anni invece che a 65 dopo la riforma Berlusconi, oppure ex dipendenti pubblici diventati privati come nel caso delle case di cura, delle aziende municipalizzate, delle scuole private diventate, a un certo punto, paritarie. In pratica se vogliono riscattare tutti i contributi, anche quelli che per una parte della vita lavorativa hanno versato a un altro ente, devono pagare. Altrimenti, si tengono una pensione drammaticamente più bassa di quella a cui avrebbero diritto». Il problema riguarda anche tutti coloro che, per esempio, hanno fatto i sottoufficiali per due anni durante il servizio militare, regolarmente retribuiti: o pagano, o perdono due anni di contributi.