«Oltre cento famiglie senza gas o luce»
PAVIA Una valanga di domande per avere il contributo di solidarietà che l'Aler mette a disposizione degli inquilini con problemi economici: 101 fino a fine ottobre solo a Pavia tra gli inquilini Aler, l'azienda Regionale per l'edilizia residenziale pubblica. «Sono tutti sfratti evitati – fa notare un consigliere Aler –. Ma la situazione è drammatica: stiamo incontrando le famiglie una per una e quasi tutti quelli che chiedono il contributo hanno già rinunciato al riscaldamento, o ridotto al minimo il pagamento delle utenze». Ieri mattina su 10 famiglie che si sono presentate sei hanno detto di non avere i soldi per le bollette, e capita anche tra gli inquilini delle case comunali. «Il canone sociale è di 30-40 euro – spiega il direttore Alfonso Mercuri – per questo si cerca di venire incontro con il fondo di solidarietà per pagare le spese. Abbiamo stanziato 200mila euro, quest'anno». I sindacati inquilini stimano che siano almeno un centinaio le famiglie a Pavia che hanno rinunciato al riscaldamento. Nonostante i contributi del Comune, che nel corso dell'ultimo anno ha erogato 1733 tra bonus per il pagamento della luce e per il gas. «Il fenomeno è in aumento – spiegano i sindacati che domani saranno davanti alla Prefettura per chiedere la costituzione di un tavolo con istituzioni, prefettura e aziende di gas, luce e acqua e lo stop agli sfratti per un anno – Come la morosità anche nelle case popolari, cresciuta dal 10 al 30%. E anche nell'edilizia privata tanti preferiscono stare senza gas in casa piuttosto che farsi sfrattare dopo un mese per non aver pagato l'affitto». C'è chi ha gli impianti centralizzati, e allora resta al caldo, scaricando il pagamento sugli altri inquilini o, nel caso di Comune e Aler, sugli enti pubblici, mentre chi ha il riscaldamento autonomo si limita a spegnere tutto. Un fenomeno che dal punto di vista dei numeri è difficile da provare ed osservare, per ora si tratta di stime nate da colloqui e visite a casa: «Le chiusure dei contatori sono in linea con anno scorso – dice infatti Linea Più, che gestisce l'erogazione del gas a Pavia – e la percentuale di quelli che non si riallacciano è variabile, ma comunque molto bassa sul totale. Il problema di carattere generale riguarda chi, da anni, non ce la fa a pagare le bollette ma la cui situazione, ad esempio lavorativa, non è cambiata. Noi mettiamo in atto una serie di interventi sociali, ma non possiamo pagare continuativamente il gas per gli utenti che non possono pagarlo».