I tecnici: «Giovani arbitri maleducati»

ZAVATTARELLO A mister Fabio Tondo non è andata giù l'espulsione di domenica contro il Godiasco a 5' dal termine. Il tecnico dello Zavattarello (Seconda categoria) ha perso il derby allo scadere e attacca. «Sono arbitri giovani, d'accordo – dice – ma pretendono rispetto da gente cinquant'anni e sono i primi a non portarne a persone più mature. Come vogliono loro educazione anch'io la pretendo». Tondo scende nello specifico. «E' venuto a arbitrarci un ragazzo di 19 anni che indossava gli occhiali da vista. Mi chiedo se sia regolare: chiedono ai giocatori di togliersi un anello e penso che lo stesso debbano fare tutti. Io sono stato espulso giustamente per aver detto una parolaccia, ma sono i modi maleducati con cui un arbitro si riferisce ad un allenatore che condanno. E anche altri allenatori del nostro girone la pensano come me». Racconta la sua esperienza diretta anche Moreno Sacchi, tecnico dell'Albuzzano: «Ho appena presentato un ricorso per un'ingiusta e pesante squalifica – spiega l'allenatore pavese – perché sul referto il direttore di gara ha scritto di aver sentito i miei insulti dalla tribuna, da dove cioè avrei seguito parte della gara, ma io su quella tribuna non c'ero. Spiace perché il calcio deve essere divertimento e passione, invece troviamo sempre più difficoltà di comunicazione tra tecnici e arbitri. Propongo di organizzare un incontro provinciale tra arbitri e allenatori come avviene in Lombardia tra allenatori, dirigenti e arbitri di Eccellenza, con responsabili e arbitri delle nostre sezioni provinciali. Sarebbe utile per creare un clima e un rapporto diverso, almeno per la prossima stagione». Sul rapporto tra direttori di gara e arbitri è chiaro il pensiero del presidente della sezione Aia di Pavia, Gianmario Sordi. «Quello che ribadiamo sempre ai nostri arbitri è che ci deve essere rispetto e collaborazione fra le parti - ribadisce Sordi –. Dal primo momento in cui si arriva al campo di gioco e con tutti tesserati delle società con cui abbiamo a che fare domenicalmente: dal presidente al magazziniere. E' il modo di operare che sempre è stato indicato dai vertici regionali e nazionali». (m.q. e e.v.)