Esodati, più garanzie e maggiori risorse: pagheranno i ricchi
di Vindice Lecis wROMA Il Parlamento mette in minoranza il governo e amplia le garanzie per i lavoratori esodati. La commissione Lavoro della Camera ha approvato all'unanimità (solo il deputato del Pdl Cazzola non ha partecipato al voto) un emendamento alla legge di stabilità che riscrive le misure messe a punto dall'esecutivo. L'ampliamento prevede tra le coperture anche un contributo di solidarietà del 3% per la parte di reddito che supera i 150 mila euro. Soddisfatti i partiti e i sindacati. Gelo da parte del governo che si è opposto, affermando che non ci sarebbe una copertura finanziaria. La proposta approderà ora in commissione Bilancio. L'emendamento che amplia le garanzie per la platea degli esodati (coloro che hanno lasciato il lavoro con accordi aziendali ma hanno perso il diritto alla pensione a causa della riforma Fornero) ha riscritto le norme del governo stabilendo - oltre al contributo di solidarietà - che nel fondo di 100 milioni confluiscano le risorse stanziate per i lavoratori esodati (9 miliardi). Cesare Damiano, deputato del Pd, spiega che l'emendamento approvato, istituisce un Fondo previdenziale dove confluiscono «i 9 miliardi stanziati per i primi 120 mila salvaguardati e le eventuali risorse che dovessero risultare risparmiate; i 100 milioni stanziati per il 2013; un contributo di solidarietà del 3% sulla parte eccedente dei redditi di 150 mila euro; la clausola di salvaguardia già individuata in precedenza relativa alla tassazione dei tabacchi in caso di risorse insufficienti». Il voto unitario in commissione conferma, secondo il leader di Sel Nichi Vendola, che si tratta di «un governo di altolocati accademici che ancora oggi non riescono a trovare le cifre giuste sugli esodati, una elite che ci governa che non ha idea di cosa voglia dire per una famiglia sapere di che morte deve morire». Per Vendola «i mercati finanziari e le lobby economico-finanziarie decidono tutto e la politica è solo talk show: chiunque vinca hanno sempre vinto loro». Opinione diversa è quella di Giuliano Cazzola (Pdl) che non ha partecipato al voto, secondo il quale l'ampliamento delle garanzie «crea diritti soggettivi e ha bisogno di coperture». Cazzola ha invece presentato una proposta che non ha bisogno di fondi aggiuntivi, basata sui risparmi. La norma è invece salutata con favore dall'Idv ma, afferma il responsabile lavoro Zipponi, «siamo sicuri che l'esecutivo non ne terrà conto. Infatti, tra un esodato o un evasore, il governo Monti ha sempre preferito colpire la gente onesta che lavora». Soddisfatti i sindacati. «La commissione Lavoro della Camera ha fatto un ottimo lavoro - afferma Vera Lamonica, segretario confederale della Cgil - L'emendamento votato restituisce speranza alle lavoratrici ed ai lavoratori cosiddetti esodati, perché trasforma il fondino assistenziale proposto dal governo in un fondo per la copertura previdenziale e norma l'allargamento della platea sulla base delle tipologie e dei criteri già individuati nella proposta di legge 5103, primo firmatario Damiano». La Cisl si aspetta che il governo assuma le modifiche decise dal Parlamento e approva la tassa di solidarietà: «E' giusto - afferma il segretario confederale Maurizio Petriccioli - chiedere a chi ha di più un piccolo sacrificio a beneficio di chi si trova a vivere una condizione di maggiore disagio, come i lavoratori esodati». Per questo il governo deve risolvere e «superare una vicenda che ormai si trascina da mesi e che non è sostenibile né sul piano sociale, nè su quello occupazionale». E' il governo «che ha creato il problema deglie sodati - commenta il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - e deve raccogliere le indicazioni del Parlamento per trovare una soluzione a tutti i lavoratori che hanno sottoscritto accordi prima della gigantesca operazione di cassa fatta sul sistema previdenziale con i provvedimenti Fornero». ©RIPRODUZIONE RISERVATA