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terremoti Grandi Rischi, una strana condanna nLeggo della condanna della Commissione Grandi Rischi e come geologo strutturale non posso che rimanere sorpreso di quanto accade. Mi permetto, come geologo, di ricordare alcuni aspetti dello stato della ricerca sui terremoti. La domanda che ci si pone è se essi sono prevedibili e se esistono fenomeni precursori. La risposta è purtroppo scontata: i terremoti non possono essere previsti. Tra le informazioni più significative che vengono utilizzate, ci sono gli studi statistici che ci permettono di riconoscere le aree dove si potrà verificare un terremoto catastrofico e che coincidono ovviamente con quelle dove si è già verificato in passato, ma che avrà tempi di ritorno dell'ordine del centinaio di anni. Molti scienziati si stanno prodigando per capire se esistono fenomeni precursori e come possono essere utilizzati per prevedere i terremoti. A tal proposito tra gli studi più recenti ricordo quelli che vanno a monitorare l'emissione di due gas (il Radon e l'Argon), lungo le grandi fratture (faglie) della Terra. Si è, infatti, sempre registrato un aumento consistente della quantità di emissioni di questi gas in coincidenza di terremoti. Ad oggi, però, non esiste un correlazione certa tra quantità di gas emesso e l'ora del terremoto. Tra gli altri precursori: l'aumento dell'attività sismica, che non sempre può essere messa in relazione a un terremoto catastrofico, la variazione del livello delle acque di falda che si misura nei pozzi, deformazioni e rigonfiamenti del suolo. Anche in questo caso, non esiste relazione tra fenomeni precursori e il momento in cui si scatena il terremoto distruttivo. Le domande che bisogna invece porsi sono quelle relative alle modalità costruttive in un Paese dove l'attività sismica è elevata. Sorprende scoprire che alcune costruzioni in cemento armato tendono a sbriciolarsi invece che dissipare l'energia e si rimane sgomenti nel vedere che le coperture di alcuni capannoni crollano solo perché manca un "chiodo" del costo di pochi euro. Dobbiamo prendere coscienza che bisogna costruire edifici capaci di resistere anche a forti eventi sismici e dobbiamo utilizzare quelle tecniche costruttive ormai note in tutto il mondo e che garantiscono una eccellente stabilità e resistenza, anche in aree dove si sono verificati terremoti catastrofici: il Giappone e gli USA sono alcuni esempi. Dopo aver messo in atto queste semplici e poche regole, sarebbe d'obbligo perseguire chi, non rispettando le norme, mette a rischio la sicurezza di noi tutti. Roberto Calabrò Ricercatore aziendale pAVIA Via Bossolaro e la movida malata nAbbiamo letto su "La Provincia Pavese" di sabato 20 l'articolo che riporta le dolorose esternazioni del gestore del bar "No hobles mas" (ex Mazzilli), chiuso fino al 30 novembre alle 21.30 dall'ordinanza-movida. Come può il signor Curti non riuscire a pagare affitto, bollette, addirittura le retta dell'asilo del bimbo, visto che dichiara di incassare in 7 giorni 10.000 euro? E' vero, come afferma il gestore, che tale cifra copre 3 mesi di affitto? Sarebbero 40.000 euro di affitto annue! Il proprietario del locale lo sa che tale affitto (un po' esagerato, ci sembra) è stato reso pubblico? Se in 7 giorni il signor Curti riesce a incassare tale cifra, dobbiamo pensare che in un mese il suo incasso supera i 30.000 euro. Avrà pure risparmiato qualcosa in questi mesi per pagare almeno la retta dell'asilo fino al 30 novembre! Ci spiace che il locale, ora aperto anche durante il giorno ( prima era chiuso fino alle 18), non abbia avventori. Ma che cosa sperava il signor Curti? Che improvvisamente le persone, disabituate ormai a frequentare un locale sempre chiuso, ritornassero a frequentarlo? Durante la gestione precedente spesso al mattino non c'era posto a sedere per bere un caffè. E noi residenti non abbiamo fatto nulla per screditare il bar in questione. E' giusto che i giovani abbiano i loro spazi, ma senza lasciare vomiti ed escrementi solidi e liquidi davanti ai portoni delle abitazioni, senza urlare come pazzi a tarda notte, senza sdraiarsi nudi in mezzo alla strada, senza ledere la libertà di chi abita. Non parliamo delle voci che possono disturbare, è vero, ma non sono certo pericolose: parliamo delle risse, degli arresti per spaccio, degli assembramenti che impediscono agli abitanti di uscire la sera per paura del rientro quando spesso sono insultati e spintonati davanti ai loro ingressi. I giovani, solidali con i gestori dei bar colpiti dall'ordinanza-movida (ma noi la chiameremmo ordinanza contro la maleducazione, perché nessuno è contrario ad una sana movida) devono capire anche le ragioni dei residenti, ragioni che ingiustamente si fanno risalire solo ai rumori. Dal giorno dell'ordinanza non ci sono più state risse, vomiti, escrementi, che sono la vera piaga delle vie intorno al Duomo. Questo vogliono i residenti, questo e non altro. I residenti di via Bossolaro IL CASO Pavia, il turismo e le chiese negate nHo letto con attenzione ieri in questa pagina le legittime lamentele di chi, volendo far conoscere il grande patrimonio delle nostre chiese, si è trovato nella impossibilità di farlo. Il problema non è certo di facile soluzione, nonostante la buona volontà di tutti. Forse può essere utile sapere che il Touring Club Italiano, di cui mi onoro di essere console, ha avviato da qualche tempo in Lombardia una significativa e utile iniziativa che già dal titolo "Aperti per Voi" va nella direzione auspicata dal lettore. Contatti sono già stati avviati, anche grazie alla disponibilità dell'ideatore, Gianmarco Maggi, con l'Università per il Sistema museale e in particolare per il Museo di Storia naturale in trasferimento tra qualche tempo a Palazzo Botta, con la Parrocchia di San Michele e l'associazione "Il Bel San Michele". Mi farebbe molto piacere poter iniziare un discorso strutturato con la Diocesi, nella persona di mons. Giovanni Giudici che so attentissimo a questi argomenti, anche in relazione alla recente riapertura del Duomo alla città (ho già manifestato la mia disponibilità sul possibile coinvolgimento del Tci al parroco, don Ernesto Maggi). Utile e auspicabile sarebbe anche l'apertura dei luoghi francigeni in città e sul territorio, luoghi che il pellegrino/camminatore che passa 'da noi' avrebbe certo piacere di visitare: cito come esempio la bella chiesetta romanica di San Lazzaro a Pavia (che già una volonterosa signora tiene aperta, quando può) o il gioiello romanico di San Pietro a Robbio (diocesi di Vercelli) o ancora la chiesa di San Giacomo a Belgioioso di proprietà privata. Se n'è parlato in occasione della presenza a Pavia del presidente nazionale del Tci, Franco Iseppi, in città per la riunione annuale dai consoli lombardi, coordinati dal console per la Lombardia, Pino Spagnuolo, tutti particolarmente interessati ai percorsi storici che attraversano il nostro territorio. Renata Crotti console del Touring Club Italiano POLITICA Dubbi e domande sul Pgt di Pavia nA Pavia siamo alla corsa contro il tempo per il Piano di governo del territorio. Un Pgt che ha subito diverse "visite" da parte della Procura non crea certo tranquillità a differenza di quello che dicono sindaco, vice-sindaco e assessore alla partita. Ci domandiamo nel merito: l'Università è stata formalmente sollevata dall'incarico di consulenza alla stesura del Pgt? Oppure il Comune si starebbe servendo ancora della sua collaborazione? A quali costi andrebbe incontro la cittadinanza per una sospensione dell'incarico? Sul piano politico: come può l'Amministrazione pensare che un documento così importante per il futuro della città, così "osservato" dalla Magistratura, in disponibilità dei consiglieri comunali da soli pochi giorni, possa essere presentato a novembre per essere adottato entro fine anno? Il Piano delle Regole, presentato soltanto settimana scorsa in Commissione, contiene situazioni che confermano politiche amministrative volte a favorire il consumo del territorio anziché il recupero urbanistico delle aree dismesse. Non pensa l'Amministrazione che, per esempio, i cittadini di Pavia Ovest vorranno discutere e condividere il percorso prima di disporre di un Piano che sul quartiere preveda 35.000 mq di consumo di suolo vergine (pari circa a metà area Neca), corrispondenti a nuovi 300 cittadini circa che verranno insediati, senza nessun progettato e collegato miglioramento della viabilità oggi già al limite? Analogo discorso lo si potrebbe declinare per i circa 45.000 mq di prevista cementificazione su terreno vergine previsti a Pavia Est o ai 15.000 mq ipotizzati a Nord. Il Piano delle Regole a oggi non è stato ancora presentato alla città. Come si può pensare, alla luce di tutto ciò, che il Pgt potrà essere anche solo adottato entro fine anno? Antonio Ricci segretario cittadino Pd Pavia SANITA' Grazie alla Maugeri e al Santa Margherita nLo scorso 5 ottobre è venuta a mancare la nostra cara mamma Stefanina Sala e sentitamente ringraziamo il prof. Giovanni Bernardo della "Fondazione Maugeri" che l'ha seguita con altissima professionalità e tanta umanità nei lunghi 17 anni della malattia. Ringraziamo, inoltre, la dott.ssa Lorenza Bergamaschi dell'Istituto Santa Margherita e i meravigliosi imfermieri che l'hanno curata e assistita con altrettanta professionalità e sensibilità. Anna, Luigi e Claudia Collarino