Blitz nel liceo al grido di «Viva il duce»
È finita con cinque fermati l'irruzione neofascista in due licei classici romani avvenuta ieri mattina al grido di «Viva il duce». Prima è toccato al Mameli e poi al più ben noto Giulio Cesare. Tutto è iniziato intorno a mezzogiorno. Una ventina di ragazzi con il passamontagna e, secondo alcuni testimoni, con i bastoni, hanno fatto irruzione nelle aule lanciando fumogeni e distribuendo volantini. L'azione al Giulio Cesare è stata rivendicata dal Blocco Studentesco, area vicina a CasaPound che però si dissocia dal blitz al Mameli. «Rivendichiamo l'azione fatta al Giulio Cesare ma siamo totalmente estranei ai fatti accaduti nel liceo Mameli», dichiara Fabio De Martino, responsabile romano di Blocco studentesco. «L'azione e era dimostrativa, contro il ddl Aprea e la progressiva privatizzazione della scuola pubblica, ma pacifica: non c'erano bastoni». Al Mameli un gruppo di studenti ha cercato di scavalcare i cancelli per fare irruzione: gli autori del blitz sono stati bloccati dall'intervento del personale della scuola. Alcuni testimoni del Giulio Cesare, raccontano di un'irruzione con bastoni al grido di «Viva il Duce». Ora tutto è al vaglio degli inquirenti. Intanto le targhe di alcuni motorini potrebbero incastrare gli autori del blitz al Mameli. «A Roma negli ultimi mesi aggressioni e intimidazioni all'interno delle scuole stanno superando il livello di guardia. Si è trattato di un blitz di stampo squadrista - ha commentato in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti - Questi ragazzi, istigati da cattivi maestri, mi fanno pena».