Ilva, allarme per Taranto aumento choc dei tumori

TARANTO Tumori, malattie respiratorie, demenze, patologie ischemiche, patologie dell'apparato digerente: a Taranto, sede degli stabilimenti Ilva, la mortalità per tutte le cause è più alta della media regionale e di quella nazionale. Si va dal +10% del 2008 al +11% del 2009. Lo scrive nero su bianco il rapporto «Sentieri» realizzato dall'Istituto Superiore di sanità con l'Oms. «Sono rimasto un pochino sorpreso. La mia sensazione è che a questo punto si debba fare di più» ha ammesso il ministro della Salute Renato Balduzzi, presentando ieri a Taranto lo studio che fotografa le conseguenze dell'inquinamento industriale sulla salute della popolazione. Tra il 2003 e il 2009 si registra complessivamente un aumento di tutti i tumori del 30% e, rispetto al resto della provincia, c'è un 30 per cento in più di tutti i tumori per gli uomini e del 20 per cento in più per le donne. Si osservano in particolare eccessi per il melanoma, i linfomi non Hodgkin e la leucemia mieloide. E' poi aumentata del 14% la mortalità negli uomini e dell'8% la mortalità nelle donne per tutte le cause, con un forte aumento dei tumori, soprattutto per le donne. In alcuni casi l'incidenza di alcuni tipi di tumori è addirittura raddoppiata. Si registra, ad esempio, un vero e proprio boom di casi di tumore al polmone e soprattutto di tumore alla pleura: un eccesso di tumori al polmone del 20%, mentre per il tumore alla pleura gli eccessi sono addirittura del 167% negli uomini e del 103% nelle donne. Più alta della media anche la mortalità per malattie respiratorie: tra gli uomini +11%, tra le donne +5%. Mentre l'incidenza per malattie respiratorie acute fa registrare un +37% nelle donne e +14% negli uomini. Aumentano poi anche le patologie in gravidanza: passate dal 21% già negli anni 1995-2002 al 47% nel periodo 2003-2009. Quanto ai bambini, c'è un 20% di mortalità in più nel primo anno di vita rispetto al resto della Puglia. In sintesi, si legge, «emerge con chiarezza uno stato di compromissione della salute della popolazione» e il rapporto fa un riferimento diretto all'Ilva: «Lo stabilimento siderurgico, in particolare gli impianti altoforno, cokeria e agglomerazione, è il maggior emettitore nell'area per oltre il 99% del totale ed è quindi il potenziale responsabile degli effetti sanitari correlati». Insomma le polveri sottili emesse dallo stabilimento sono tra i principali fattori di rischio per la salute e c'è un nesso tra qualità dell'aria e mortalità. Coloro che abitano più in prossimità dell'insediamento industriale sono più esposti agli idrocarburi, mentre a maggiore distanza si tratat di diossina. Dati allarmanti che impongono «un programma straordinario per la prevenzione» ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini di cui il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, ha chiesto le dimissioni. «I dati confermano quanto sostenevamo - ha spiegato - ed è molto grave che vengano presentati in ritardo, dopo che si è concluso l'iter per l'Aia all'Ilva».(m.v.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA