«Sentenza assurda» Gli avvocati di Calvi annunciano appello

di Maria Fiore wPAVIA «Sentenza assurda e sconcertante, che dà risposta solo alla richiesta di quello che voleva la gente dell'Aquila. Non è una sentenza di diritto, ma di pancia». L'avvocato Alessandra Stefano, difensore insieme a Enzo Musco di Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre a Pavia e componente della Commissione grandi rischi, commenta così la decisione del giudice Marco Billi, che ieri pomeriggio, dopo cinque ore di camera di consiglio, ha deciso di sposare la tesi della procura, che aveva chiesto 4 anni per i sette imputati, e di condannare a 6 anni tutti i componenti della commissione, Calvi compreso, per avere fornito informazioni troppo rassicuranti alla popolazione aquilana in relazione al sisma del 2009, che fece 309 vittime. Calvi, come gli altri colleghi, sarebbe responsabile della morte di 29 persone e del ferimento di quattro. Ieri non era in aula al tribunale dell'Aquila, per la lettura della sentenza. Si trovava in Canada per lavoro, irraggiungibile anche al telefono per un commento. Per lui parla l'avvocato Stefano, che nella sua arringa aveva definito «bizzarra, fantasiosa, con acrobazie normative» la ricostruzione dell'accusa. Dopo la decisione del giudice, il legale rincara la dose: «E' una sentenza incomprensibile: tutta l'istruttoria ha dimostrato che non potevano essere mosse censure nei confronti dei componenti della commissione. La decisione del giudice, che sembra più di pancia che di diritto, lascia tutti noi legali stupiti e perplessi. Aspetteremo le motivazioni per fare appello, che è quasi scontato». La condanna in primo grado, per le accuse di omicidio colposo e disastro colposo, è quindi solo un primo capitolo della vicenda giudiziaria che riguarda il terremoto all'Aquila del 2009. E questo non vale solo per l'eventuale impugnazione della sentenza, che potrebbe cambiare la posizione degli imputati, ma anche per l'inchiesta, ancora aperta, sulla ricostruzione post-terremoto, che vede indagato lo stesso Calvi e per la quale è ancora in corso l'incidente probatorio (la prossima udienza è fissata per il 29 ottobre). Il filone è quello degli isolatori antisismici installati nelle abitazioni del "Progetto case" (di cui Calvi è stato responsabile), realizzate dopo il sisma e a favore delle popolazioni colpite. La procura aquilana, che indaga per frode nelle pubbliche forniture e turbativa d'asta, ipotizza la non conformità di quei dispositivi. Ipotesi a quanto pare confortata dalla perizia che era stata depositata a luglio, secondo cui almeno 200 degli isolatori antisismici (che hanno lo scopo di assorbire le scosse di terremoto) forniti dalla ditta Alga di Milano presenterebbero «dei materiali diversi da quelli offerti in gara» e diverse «criticità ai fini del funzionamento e della sicurezza». Insieme a Calvi sono indagati Mauro Dolce, responsabile del progetto, Michel Bruno Dupety, presidente della Alga Spa, una delle ditte fornitrici, Agostino Marioni, amministratore della stessa ditta, Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra ditta fornitrice di Padova, e Mauro Scaramuzza, dirigente della stessa azienda. La conclusione del primo capitolo, con la condanna, è stata comunque accolta con soddisfazione dalla popolazione aquilana. E quando nell'assemblea in piazza Duomo all'Aquila, convocata dal sindaco Massimo Cialente per parlare della restituzione delle tasse, è arrivata la notizia della sentenza è partito un lungo e forte applauso. Il sindaco Cialente ha spiegato che «volevamo questa sentenza per capire, ma il dramma non si cancella – ha dichiarato –. Il comune si era costituito parte civile per chiedere giustizia: ma ora la giustizia la vogliamo anche per tutto quello che è successo dopo il 6 aprile». @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA