Gambolò, un 63enne vive in un gabbiotto «Ora temo l'inverno»
GAMBOLO' Da luglio non abita più nella casa dove non riusciva a pagare l'affitto, ma vive in piazza Castello. Dorme in un gabbiotto di muratura su uno dei lati lunghi della cinta muraria del castello, passa le notti su un materasso di fortuna e non ha servizi igienici e riscaldamento. Ora Giancarlo Zago, 63 anni, macellaio in pensione, cerca una casa dove passare l'inverno. Ha solo 600 euro al mese di pensione: non riusciva più a permettersi l'affitto della casa della frazione Remondò dove viveva e nella quale fino a quattro anni fa, quando è morta, viveva anche una sorella. «Ma una casa comunale per lui c'è - sottolinea il sindaco Elena Nai - la situazione è seguita costantemente dai Servizi sociali. Se dorme ancora lì è per sua scelta. Contiamo che presto entri nell'abitazione». Giancarlo Zago viene aiutato dai fratelli per lavare i pochi vestiti che ha e per mangiare qualche boccone caldo. A settembre il 63enne di Gambolò è stato anche per un mese in ospedale a Casorate, per curarsi da alcuni disturbi cronici. «Ora ho mal di schiena - spiega Giancarlo Zago - non chiedo tanto, ma una stanza dove vivere e poter avere dei servizi. Quello che posso pagare in base alla mia pensione sono disposto a darlo. E poi quando avrò 65 anni l'assegno della pensione salirà». Intanto però le giornate del 63enne di Gambolò continuano a scorrere con i soliti ritmi. Dopo una notte trascorsa nella sua casa di fortuna in piazza Castello, a pochi metri da municipio, si alza e inforca la sua bicicletta (che tiene sempre vicino al suo giaciglio per evitare che gli sia rubata di notte). In sella alla bici Giancarlo Zago comincia a girare. Qualche chiacchera al bar del circolo Fenalc, poco lontano dalla sua casa di fortuna che chiude con un pezzo di rete metallica, poi a zonzo per Gambolò. «Ogni giorno vado al cimitero della frazione Garbana a trovare mia sorella - racconta Zago - passo là delle ore, poi torno verso piazza Castello quando sta per diventare buio». In centro a Gambolò tutti lo conoscono. «Lo aiutiamo come possiamo - racconta un amico di Zago - magari offrendogli qualcosa al bar o invitandola a casa a mangiare un piatto di pasta. Non può andare avanti così tutto l'inverno, ci sono gravi rischi per la sua salute. Speriamo che presto gli venga trovata una casa». Sandro Barberis