Tentano il furto all'Esselunga inseguiti e catturati
di Anna Mangiarotti wVIGEVANO Erano entrati in coppia all'Esselunga di via Santa Maria, un italiano 40enne e un romeno 18enne. E infatti, venerdì sera all'ora di chiusura erano riusciti a oltrepassare le casse con liquori e generi alimentari non pagati, per un centinaio di euro. Ma agli addetti alla sicurezza li hanno notati e nel frattempo hanno chiamato i carabinieri. L'italiano, A.G., residente a Vigevano, è stato bloccato nel parcheggio. Il ragazzo, domiciliato a Vigevano, è scappato con la refurtiva. Ma i militari coordinati dal capitano Gennaro Cassese lo hanno comunque fermato dopo un inseguimento, a qualche centinaio di metri di distanza. I due sono stati denunciati per furto in concorso: non hanno reagito quando sono stati bloccati dai carabinieri. Pochi giorni fa a Parona, invece, una ragazza romena 24enne voleva uscire dal Bennet con due creme non pagate, e per tentare di farlo ha spintonato una cassiera: è finita in carcere, arrestata dai carabinieri per rapina impropria. E' entrata nel centro commerciale ed è poi uscita dal passaggio "senza acquisti" apparentemente senza aver comprato nulla. Ma i sensori antitaccheggio sono scattati: una dipendente del Bennet allora ha seguito la donna che cercava di allontanarsi lungo la galleria. Quando l'ha raggiunta, è stata spintonata dalla 24enne che cercava di fuggire. A quel punto, il taccheggio si è trasformato in rapina impropria. Gli operatori commerciali stimano un continuo incremento dei taccheggi nei punti vendita. A sparire è l'1% cento in media della merce, per una perdita dello 0,3% medio sul fatturato annuo. Nove volte su 10 si rubano beni superflui da rivendere sul mercato nero. E i negozi mettono sotto chiave gli articoli più taccheggiati: batterie, rossetti, lamette, lettori dvd, decoder, giocattoli. La tecnica più in uso per eludere i sistemi antitaccheggio - applicati a quasi ogni articolo dai 5 euro in su - è quella di liberarsi delle confezioni, estrarre il pezzo e infilarlo sotto la giacca o nella cintola dei jeans. Gli operatori raccontano di donne che d'estate indossano i pantaloni sotto gonne ampie e lunghe per agire indisturbate. Rubano persino la frutta: viene pesata, si applica lo scontrino e poi se ne carica ancora. Di molti articoli costosi si espone solo la scatola, e la merce va sotto chiave. Alcuni supermercati si sono assicurati, altri reclutano personale antitaccheggio, altri ancora effettuano controlli casuali alle casse, perché la legge sulla privacy vieta di imporli.