Senza Titolo
STRADELLA Caroselli di auto, fischietti, trombe da stadio, bandiere tricolori al collo, scritte sulla strada. No, l'Italia non ha vinto nessuna partita. Sono i coscritti, quelli del 1994, che nei giorni scorsi, hanno animato le vie di Stradella e Broni per festeggiare il raggiungimento della maggiore età. Ma resiste ancora oggi il mito della festa dei coscritti? In Oltrepo si è consumato giovedì sera nella sala cult del King di Castelsangiovanni. Una tradizione che costa: anche perchè tra cene, aperitivi, serata e pre-serata, vestiti, fiori, acconciature, pasticcini e salatini, foto e video il costo a persona raggiunge e spesso supera, in media, i 500 euro. E visti i tempi di crisi, non è nemmeno facile per le famiglie garantirli. Quando è nata la ricorrenza si festeggiava la fine della leva militare. Ma ora che la leva non è più obbligatoria, qual è il suo significato? «Si diventa maggiorenni, ci si diverte per tre giorni di fila e si sta insieme», rispondono i ragazzi. Ma il divertimento non può essere il solo metro di giudizio. «Avere 18 anni ti apre davanti un mondo – spiega uno dei genitori che ha partecipato alla festa di giovedì sera – arriva la patente e magari anche la macchina, puoi andare a votare, diventi cittadino, con diritti e doveri di fronte agli altri». E chi lo passa questo messaggio? C'è la messa e la predica del sacerdote, è vero, ma non basta. «Anche le istituzioni, e in molti casi succede già – aggiunge un papà – dovrebbero incontrare questi nuovi cittadini e accoglierli nella comunità civile, magari donando loro la Costituzione. Sarebbe un gesto concreto». Un gesto che farebbe capire, secondo diversi genitori, come i coscritti non siano solo la festa al King, dove poi non si va nemmeno a dormire, o stare a casa da scuola per tre giorni (anche al liceo di Broni le quinte erano semideserte nei giorni scorsi). Ma la festa dei coscritti di Broni e Stradella ha lasciato anche il consueto strascico di scritte sull'asfalto alcune davvero ingiuriose nei confronti di persone e insegnanti. «Dovrebbero impegnarsi a pulire almeno quelle» commenta un pensionato stradellino che quando ha fatto il coscritto poi è andato un anno e mezzo a fare l'alpino a Vipiteno. «Ero addetto a pulire le stalle dei muli» ricorda. Un impegno che lo ha messo a contatto con il lavoro e la fatica. Per il momento, però i coscritti si godono i loro diciotto anni e al futuro penseranno da domani. Oliviero Maggi