Ucciso a 16 anni, era a caccia con l'amico

di Adriano Agatti wCASTANA Tragico pomeriggio di caccia in un vigneto della frazione Quarti di Castana. Aldo Barbieri, uno studente di 16 anni che abita alla frazione Bosco Caselle di Pietra De Giorgi, è stato ucciso da un colpo partito inavvertitamente dal fucile del suo migliore amico, R. B., uno studente di 17 anni del Faravelli di Stradella che abita a poche centinaia di metri dal luogo della tragedia. I pallini gli sono entrati in un fianco, gli hanno lacerato il fegato e un rene. Lo studente sedicenne di agraria è morto dissanguato. Una tragedia che, almeno in provincia, non avrebbe precedenti per età dei protagonisti. R. B. è stato denunciato al tribunale dei minori di Milano con l'accusa di omicidio colposo. Lo zio, Rossano Barbieri, è stato segnalato alla procura della repubblica di Voghera per omessa custodia di armi perchè gli aveva dato il fucile, un Beretta calibro 12. Stessa accusa per Roberto Barbieri, il padre della vittima. Anche lo studente di agraria aveva un fucile, un Benelli calibro 12 intestato al padre. Si raccolgono i dettagli della tragedia avvenuta ieri pomeriggio verso le 15.30. Albo Barbieri e l'amico erano grandi appassionati di caccia come le rispettive famiglie. Si sono trovati a casa di R. B., hanno preso i fucili e i cani e sono andati in un vigneto vicino di proprietà di uno dei due. Il posto della tragedia si trova infatti a poche centinaia di metri dall'abitazione del ragazzino che ha inavvertitamente premuto il grilletto. Un tragico destino era in agguato. I ragazzi, che ovviamente non potevano uscire di casa con i fucili da caccia, erano uno dietro l'altro. Davanti c'era Aldo Barbieri, l'amico lo seguiva di quattro o cinque metri. In pratica i due erano vicinissimi. All'improvviso davanti a loro è sbucata una lepre. «La lepre, la lepre – avrebbe urlato Aldo Barbieri che l'ha vista per primo – spara, spara». Nel frattempo ha cercato di imbracciare il fucile che teneva alla spalla. L'amico ha fatto la stessa manovra ed è stato più rapido. Ma l'imprevisto era in agguato. Forse è scivolato nell'erba bagnata, forse ha toccato inavvertitamente il grilletto. Dal fucile Beretta è partito un colpo che ha colpito al fianco Aldo Barbieri. R.M. lo ha visto cadere, ha gettato il fucile a terra e si è accasciato a soccorrerlo. L'amico del cuore stava morendo: perdeva molto sangue. Lo studente è corso verso casa: duecento metri di disperazione con il cuore che batteva a mille. Ha chiesto aiuto a tutti. Piangeva, era disperato. Qualcuno ha chiamato il 118. Intanto i primi soccorritori hanno cercato di tamponare la ferite ma era impossibile fermare il sangue. La tragedia di Aldo Barbieri si è consumata in pochi minuti. Il medico del 118 ha solo constatato il decesso. Tutti i residenti della frazione Quarti (si chiama così perchè il territorio è diviso in quattro comuni: Castana, Pietra De Giorgi, Broni e Canneto) sono usciti di casa. Molti si sono messi a piangere, le scene di disperazione non sono mancate. Aldo Barbieri e l'amico li conoscevano proprio tutti. Sono arrivati anche i carabinieri di Stradella con lo stesso capitano Francesco Spera che ha coordinato le prime indagini. I militari hanno sequestrato entrambi i fucili e hanno interrogato lo studente del Faravelli. R. B. ha ricostruito la tragedia: il suo racconto ha convinto gli investigatori.