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di Gabriele Conta wGARLASCO Si sono insultati l'un l'altro, prendendosi a spintoni e venendo alle mani. E' successo l'altra sera all'oratorio di Garlasco. Due uomini si sono scontrati nei pressi del campo sportivo. Protagonisti di questa vicenda una persona che dà una mano in parrocchia e il padre di un bambino, che si trovava lì per portare a casa il figlio dopo un allenamento di calcio. La cosa sembrava iniziata e finita lì. Ma poi la voce si è diffusa anche su internet. «Ieri ho assistito ad una violenza gratuita verso una persona che dedica quasi tutte le ore della sua giornata alla chiesa», ha raccontato infatti una donna sulla pagina Facebook dell'oratorio di Garlasco, che ha oltre 1500 amici. «Cosa sia successo non l'ho capito, ma ho visto un pestaggio – ha scritto la donna su internet –. Io ho urlato, ma nessuno è accorso». L'episodio sarebbe avvenuto lunedì intorno alle 19. «Dobbiamo difendere l'oratorio dalla violenza, devono viverci felici i nostri figli – ha detto la donna –. Quella che è successa è stata una cosa deplorevole». Di episodio da condannare parla anche don Angelo Croera, il parroco di Garlasco. «Io non ero presente quando questo è successo, ma posso dire che l'atteggiamento di certi adulti è stato vergognoso», dice il sacerdote. Che però sottolinea la totale estraneità dell'oratorio e della parrocchia in quanto è successo l'altra sera. «Noi abbiamo soltanto concesso l'uso del campo sportivo al Garlasco calcio – spiega don Angelo –. L'oratorio e la parrocchia non hanno nulla a che vedere con quanto accaduto». L'episodio si sarebbe verificato al termine di un allenamento dei bambini che giocano nella società sportiva locale. E avrebbe coinvolto un genitore. Anche la dirigenza della società conferma che l'episodio si sia verificato. Ma prende le distanze da quanto accaduto. «Noi non c'entriamo nulla, perché nessuna delle persone coinvolte è nostra tesserata – sottolinea Francesco Santagostino, dirigente della squadra –. Sono cose spiacevoli, che non dovrebbero mai succedere. Ma con cui la società non ha niente a che vedere». Dietro lo scontro, spiega infatti Santagostino, ci sarebbero soltanto motivi personali di attrito tra le persone coinvolte. «Certo, l'episodio è da condannare, soprattutto perché accaduto in un ambiente come quello dell'oratorio – continua il dirigente della società sportiva – ma è una vicenda staccata dalla nostra attività». Rimane però l'amarezza per quanto accaduto, soprattutto perché avvenuto in un luogo come l'oratorio. «Difendiamo questo luogo dalla violenza – ha scritto su Facebook la donna che ha raccontato l'episodio – devono viverci felici i nostri figli».