Discarica, quattro no Oggi i sindaci in Regione

SANNAZZARO Si chiude oggi in Regione il primo atto dello spinoso iter per la discarica di cemento-amianto progettata dalla ditta Acta alla cascina Gallona, a cavallo tra i territori comunali di Sannazzaro e Ferrera Erbognone. E' prevista l'ultima fase di concertazione degli enti locali che potranno esporre alla commissione tecnica regionale le loro controdeduzioni al progetto. In campo saranno i comuni di Sannazzaro, Ferrera, Mezzana Bigli e Scaldasole, la Provincia di Pavia, una probabile rappresentanza di Asl Pavia ed Arpa. Sarà dato modo agli enti locali di esprimere il loro definitivo parere circa il progetto-Acta: i quattro comuni rappresentati dai rispettivi primi cittadini e la Provincia (presente l'assessore all'ambiente Alberto Lasagna) hanno più volte manifestato il loro aperto dissenso supportando la loro presa di posizione con un corposo dossier tecnico da cui emergono i reali motivi del loro diniego. Il sindaco di Sannazzaro, Giovanni Maggi, conferma: «Il nostro giudizio è stato più volte espresso e documentato con atti formali. Tutti gli enti locali sono ampiamente motivati nella loro netta posizione di chiusura nei confronti della discarica. Dopo la nostra audizione, resta ancora in vita l'iter di Valutazione Impatto Ambientale (Via) che detiene una procedura parallela alla nostra, seppur disgiunta dal punto di vista procedurale». Ed il sindaco di Mezzana Bigli, Angelo Chiesa: «Con le nostre contro-deduzioni abbiamo il dovere di rappresentare anche le diverse centinaia di cittadini che a Mezzana Bigli, come negli altri comuni viciniori, hanno espresso il loro dissenso con la raccolta di diverse centinaia di firme. Le posizioni personali non contano più; conta il peso del giudizio popolare». Alla concertazione degli enti mancherà, come ovvio, Acta che avrà diritto ad una successiva audizione. Il sindaco Maggi promette il massimo impegno nel constare il piano: «La nostra sarà una linea dura in quanto motivata da una serie di eccezioni irrinunciabili quali la vicinanza della discarica agli impianti a rischio potenziale dell'Eni, la capacità della voragine doppia rispetto il reale fabbisogno provinciale, l'assoluta carenza di infrastrutture per il trasporto, il perimetro al sito con la presenza di un vasto sistema tre oleodotti e gasdotti. Insomma, un sito che definiamo da tempo un'autentica follia. Ed oggi, in Regione, ribadiremo questo ed altro ancora». Paolo Calvi