Mortara, indagine sui rifiuti dell'ex Sit

MORTARA La ex Sit indagata per truffa dalla procura di Biella: avrebbe spacciato dei rifiuti pericolosi per inerti per risparmiare sui costi di smaltimento. «Ma gli impianti bruciano solo scarti di pannelli truciolari, non Cdr (combustibile da rifiuti) o scarti di cartiera – spiega l'avvocato Graziano Lissandrin, legale della societa che oggi fa parte del gruppo Mauro Saviola – quindi l'accusa decade a monte». Secondo la procura, da Mortara sarebbero partite le ceneri inquinanti ritrovate nel deposito della B.F. Srl di Cossato (Biella), impresa specializzata in smaltimento rifiuti. L'inchiesta è partita da un controllo dell'Arpa di Vercelli, che ha analizzato le ceneri sepolte in discarica. Non sarebbero emersi materiali "inerti", ma sostanze potenzialmente pericolose, da smaltire quindi come rifiuti speciali, a costi più elevati. Una situazione segnalata alla guardia di Finanza di Biella che ha controllato l'attività di smaltimento dell'ex Sit dal 2009 al 2011. Sarebbe stato movimentato un quantitativo di ceneri pari a 25mila tonnellate, una cifra che porterebbe (proprio per i diversi costi di smaltimento: una differenza che va anche dai 10 euro a tonnellata per i rifiuti non pericolosi, ai 100 euro per quelli altamente inquinanti) a una truffa da oltre 4milioni di euro. Le ceneri partite da Mortara sarebbero provenienti dalla combustione di legname di scarto. Gli inquirenti, infatti, avrebbero riscontrato che le ceneri analizzate contenevano quantitativi oltre i limiti stabiliti dalle normative in materia di metalli pericolosi per la salute umana.