Lavoro, un autunno caldo tiene solo il calzaturiero

VIGEVANO E' davvero un autunno caldo quello che aspetta le aziende lomelline. Sia nell'industria che nell'artigianato sono in tanti a fare ricorso agli ammortizzatori sociali, delle durata anche di un anno in alcuni casi. A Dorno l'Rc è in cassa fino ai primi di novembre, la Molina e Bianchi inizia oggi il contratto di solidarietà che sarà escecutivo fino al 14 ottobre 2013. La Sival di Sannazzaro ha raggiunto l'accordo di gestione con il giudice che porterà allo spegnimento dell'azienda in seguito al fallimento. La decisione toccherà 30 dipendenti. Scenario simile alla Comez. La vecchia azienda fallirà, portandosi con sé 30 lavoratori in esubero, ma un ramo d'azienda è stato rilevato da una società Svizzera, che si accolla una sessantina di lavoratori e continuerà la produzione meccanica. Anche a Frascarolo, la Mecal ha varato un contratto di solidarietà. Il settore meccanico continua a resistere quindi alla crisi, anche se non è semplice. «Stiamo mettendo i salvagenti ai paracadute _ spiega Carlo Bossi della Fiom Cgil _ è un periodo difficile e purtroppo ci rendiamo conto che mancano le istituzioni. E' necessario un intervento a sostegno delle aziende, si prospetta un autunno difficilissimo". Qualche segnale di ripresa si vede invece nel settore della manifattura e dell'artigianato. Su base annua, nonostante una diminuzione del numero di imprese e dei cedolini prodotti, vi è stato un aumento del 7 per degli operai occupati nel settore manifattura e subfornitura. Le ore di cassa integrazione in deroga utilizzate dalle imprese gestite da Confartigianato Lomellina sono diminuite quasi dell'11 per cento. I dati vanno maneggiati con cautela, perchè meno cassa integrazione non significa necessariamente ripresa, ma può voler dire anche meno fabbriche. "Nonostante tutto, non siamo di fronte ad una caduta inarrestabile - commenta Stefano Bellati, Presidente di Confartigianato Imprese Lomellina - Ci sforziamo di trovare qualche segnale incoraggiante: parlo dell'export che, in un quadro di persistente difficoltà, sta dimostrando una sostanziale tenuta». «Ci sono aziende che richiedono la cassa integrazione - spiega Anna Colombo, responsabile del settore tessile calzaturiero della Cgil - ma succede ogni anno al cambio di lavorazione che avviene in questo periodo. Ma Vigevano molte aziende stanno chiedendo nuove professionalità. Cercano fresatori e operai specializzati e anche per questo è tempo che ci si decida a realizzare una vera e propria scuola professionale per calzaturieri». Andrea Ballone