Farmaci, indagati due pediatri pavesi
di Maria Fiore wPAVIA Farmaci, soprattutto ormone della crescita, prescritti con dosaggi superiori al necessario in cambio di soldi. E' il cuore dell'accusa che ha portato, ieri mattina, i carabinieri del Nas di Bologna a perquisire studi e ambulatori medici in tutta Italia. L'inchiesta vede 67 persone indagate per associazione per delinquere, corruzione, istigazione alla corruzione, truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale, falso e comparaggio. Due decreti di perquisizione, che valgono come avvisi di garanzia, sono stati notificati anche ad altrettanti medici pavesi: Mauro Bozzola, medico pediatra ed endocrinologo, direttore del centro di ricerca di Auxologia del Policlinico San Matteo, e Mohamad Maghnie, medico pediatra che vive a Travacò Siccomario e che ha lavorato per anni al Policlinico, anche se ora esercita al Gaslini di Genova. Sono state perquisite sia le abitazioni che gli studi. I carabinieri hanno acquisito documenti, soprattutto di natura contabile, anche negli uffici del Policlinico San Matteo. Le accuse nei confronti dei medici devono ancora essere precisate. Si sa, però, che la procura di Busto Arsizio, che ha in mano l'inchiesta, ipotizza accordi tra informatori farmaceutici e medici per aumentare la prescrizione di alcuni farmaci con l'inserimento in terapia di nuovi pazienti. Questo, secondo l'accusa, avveniva con la promessa di denaro o altre utilità, come viaggi o congressi pagati. In alcuni casi i soldi, per l'accusa, venivano dati ai professionisti dietro lo schermo di consulenze scientifiche. L'inchiesta, che è stata denominata "Do ut des", riguarderebbe soprattutto pazienti pediatrici. È emerso infatti che proprio i piccoli pazienti sarebbero stati al centro degli accordi corruttivi con prescrizione di dosaggi al di sopra delle indicazioni terapeutiche. Da quanto è stato possibile sapere, a Bozzola verrebbe contestato di avere ricevuto 30mila euro per inserire in terapia con Omnitrope, l'ormone della crescita, almeno venti pazienti tra il 2009 e il 2010. La cifra sarebbe stata erogata come contributo a favore della Onlus "Il bambino e il suo pediatra", che ha sede a Galliate, in provincia di Novara, e di cui lo stesso Bozzola è presidente. Una circostanza smentita dal pediatra: «Mai preso soldi». Non rilascia dichiarazioni, invece, il medico Maghnie: «Questa storia mi è piovuta addosso in maniera inaspettata: per me è una brutta sorpresa», si limita a dire dal suo studio di Genova, al telefono. Nel mirino delle verifiche ci sarebbe un contributo di 3mila euro a favore del Centro per la Prevenzione e il trattamento dell' obesità del Gaslini e una cifra di 8mila euro erogata come corrispettivo di una consulenza scientifica. @mariafiore3 ©RIPRODUZIONE RISERVATA