Cosa si nasconde dietro il fenomeno dei senza fissa dimora

l'intervento Riflettere sulle condizioni di vita delle persona senza fissa dimora ci consente di conoscere qualcosa in più di semplici aspetti sociali e demografici di questa fetta di popolazione costretta, spesso suo malgrado, a vivere per strada o in alloggi temporanei. Il nodo centrale che dal mio punto di vista emerge, rileggendo i dati che l'Istat pochi giorni fa ha fornito, è che le persone senza fissa dimora sono considerate povere, anzi estremamente povere, non solo per ragioni economiche. Il nuovo concetto di "povertà estrema" rimanda anche alla costruzione o distruzione dei processi relazionali e i dati che provengono da questa importante indagine ci consentono di comprendere come il fenomeno non sia legato esclusivamente ai drammi personali o eventi catastrofici naturali, ma che invece coinvolge, in un'ottica di ampio respiro, trasformazioni sociali, economiche e strutturali di una società in evoluzione. E non è nemmeno qualcosa di episodico e transitorio. Il processo che si innesca quando una persona diviene un senza fissa dimora si protrae nel tempo e, se viene raggiunta una certa soglia di irreversibilità, allora risulta davvero difficile il ritorno di tale individuo a una vita normale. Un'immagine tanto suggestiva quanto drammatica sia perché riguarda dei nostri fratelli, che ad un certo punto della loro vita si ritrovano a non avere più niente o nessuno, sia perché rivela l'altra faccia della nostra società, quella faccia nascosta che spesso e volentieri non vediamo e preferiamo non vedere, perché non ci riguarda o perché ci spaventa. Per questo è necessario un richiamo forte alla nostra comunità, per affermare in modo univoco che non ci si può dire della famiglia umana (espressione cara a Paolo VI) senza una costante attenzione all'altro, al suo bene, se non ci si accorge che una persona, una famiglia che ci abita accanto, sta vivendo un momento di difficoltà, nel quale basta davvero poco per non far degenerare in una situazione di non ritorno come i senza fissa dimora. E' fondamentale sentirsi responsabili di chi si incontra, credere fortemente che ancora esistono persone, anche in questo difficile momento economico, disposte ad aiutare gli altri, a sostenere chi ha più bisogno, senza interesse di parte o peggio finanziari: per un cristiano, si tratta di rispondere al dettato evangelico dell'amore verso i piccoli; per un cittadino, si tratta di adempiere al dovere di solidarietà sociale sancito dalla nostra Carta costituzionale. Moreno Baggini vicedirettore Caritas Diocesi di Tortona