Caldone, addio alla Provincia
VOLPEDO Il sindaco di Volpedo, Giancarlo Caldone, come Massimo Barbadoro e Maria Grazia Morando, non fa più parte della giunta provinciale alessandrina, in seguito alla scelta del presidente Filippi di ridurre il numero di assessori per contenere i costi. «I tagli ci sono stati comunicati dal vicepresidente – spiega Caldone – Con il mio partito (il Psi) abbiamo però proposto un taglio lineare, dimezzando l'indennità di tutti gli assessori; nel contempo ho messo il mandato a disposizione. Ciascun assessore percepisce 2.200 euro al mese: la proposta avrebbe consentito maggiori risparmi». La territorialità tortonese resta presente con l'assessore Breglia di Castelnuovo: «Così, tuttavia – ribatte Caldone – la montagna perde ogni rappresentante. Me lo ha confidato anche Caprile, presidente della Comunità montana. In più Breglia è dell'Idv, un partito che non fa parte della coalizione di centrosinistra che si sta formando a livello nazionale. Quindi in Provincia si agisce in maniera contraria al panorama nazionale, dove l'asse fra Pd, Psi e Sel è fondante». Esclusi anche Pdci e l'ala centrista del Pd. «La legge ha poi imposto agli assessori di dimettersi da consiglieri – precisa Caldone – per cui non ho più rappresentanza, ma continuerò a svolgere il mio mandato ricevendo a Volpedo in municipio ogni sabato dalle 10 alle 12 tutti i cittadini della provincia per ascoltare le loro istanze e interverrò sui giornali e sul mio blog per partecipare alla vita politica dell'ente provinciale». E il futuro? «Ho dubbi che tali scelte in provincia siano state fatte temendo che qualcuno potesse togliere spazio al presidente Filippi per un'eventuale corsa alla Camera. Innanzitutto sono e resto sindaco a Volpedo, per il futuro se si chiude una porta si può aprire un portone». Stefano Brocchetti