Il Duomo è riaperto in 5mila ad applaudire
di Anna Ghezzi wPAVIA Ore di attesa e preghiera intorno all'urna di San Siro sulla scalinata del Duomo, poi la processione dei religiosi e l'inizio della cerimonia per la riapertura della Cattedrale, restituita a Pavia a 23 anni dal crollo della Torre Civica e dopo 41 milioni di euro di lavori per rimetterla a posto e in sicurezza. E quando il vescovo Giovanni Giudici si è avvicinato al portale e ha pronunciato la formula «Aprite le porte della Giustizia», spalancando i battenti, la piazza è esplosa in un applauso spontaneo. «Ventitrè anni sono troppi per stare ancora senza – dice Franca Rossi – non mi ricordavo nemmeno più com'era. E' una grande emozione». Decine di flash scandiscono l'ingresso del corteo dei parroci seguiti dalle autorità e da chi ha scelto di partecipare alla cerimonia della Cattedrale ritrovata: «Che bello vedere la gente tornare in Cattedrale» mormora l'ingegner Gian Paolo Calvi, presidente della Fabbriceria del Duomo che dal crollo della Torre si è occupato di ogni crepa, di ogni ponteggio, di ogni progetto. Una volta dentro, un po' disorientati dall'ampia maestosità di uno spazio dimenticato, tutti a naso all'insù verso la cupola bianca, luminosa più che mai. Senza dimenticare quel che è successo: «Oggi non si può non pensare anche alla nostra Torre civica che non c'è più, e al dolore del crollo», dicono Pietro e Franca Ferrari, tenendosi sotto braccio. La gente ha cominciato presto ad affollare la piazza svuotata dal mercato – l'ultima bancarella se n'è andata in fretta e furia verso le 14.30 – e verso le 15 sotto il monumento del Regisole c'era già una folla: famiglie, tanti anziani, ragazzi. Uomini e donne di Pavia, signore dell'Est, la comunità sudamericana e quella africana a completare il quadro di Pavia colorata e in festa. Martina e Marika, 12 e 11 anni, aspettano sui gradini: «Eravamo curiose, non l'abbiamo mai visto», dicono quasi all'unisono. «Io non ero mai entrata – spiega Cristina Di Natale, 23 anni, che vicino al portale raccoglie le offerte per la Cattedrale in un cestino rosso – sono sempre stata curiosa. E oggi sono emozionata». «Me lo ricordavo tanto buio – racconta Maria Teresa Curti da Giussago –. Era un punto di riferimento quando tanti anni fa si veniva a Pavia. E ora è bellissimo tornare qui». Lucia Graziano, 24 anni è di Torino: «Sono arrivata a Pavia cinque anni fa, e ormai per me è casa. Sento questo momento come una cosa importante, è bello vedere la città che si raccoglie anche come comunità di fede intorno alla sua chiesa». «La prima volta l'ho visto l'anno scorso – spiega Rita Locardi di Borgarello – Ora siamo qui per festeggiare». «E' la chiesa più importante, oggi è qualcosa di solenne – spiega suor Bruna Brunetti dell'Istituto Maria Ausiliatrice in piazza con le sei consorelle – le funzioni celebrate in Duomo hanno sempre qualcosa di grande che rafforza la fede». La processione dei religiosi in bianco e viola ha diviso in due la folla, poi sono cominciati i canti e le preghiere intorno all'urna di San Siro, le note del coro Diocesano e della facoltà di musicologia rimandate dagli altoparlanti. Le porte del Duomo non hanno smesso per un istante di essere attraversate da persone di ogni tipo, fedeli e semplici turisti che dopo un giro e qualche foto uscivano di nuovo alla luce: «Quando c'era il cantiere e non finiva mai – spiega Gisella Bellotti – mi sono chiesta tante volte che senso avesse tenere la Cattedrale chiusa e poi riaprirla. Ora però vedo la dichiarazione di fede di una città intera, mi è piaciuta molto l'idea di consacrarla con una lettura ininterrotta della Bibbia». E lei, come tanti altri, parteciperà all'iniziativa che per 24 ore al giorno fino a venerdì terrà aperta la Cattedrale e la riempirà delle parole della Bibbia. «Io ero un assiduo frequentatore delle messe del mattino in Duomo, tanto tempo fa – racconta l'insegnante Piero Penasa – è una grande emozione ritrovarne la maestosità, poter passare dentro la Cattedrale quando si viene in centro: il Duomo aperto dà una visione diversa della città». Ma tra i turisti c'è anche chi si chiede che senso abbia spendere tutti quei soldi e quegli anni per un Duomo mai finito. ©RIPRODUZIONE RISERVATA