L'ottimismo della Bce frena il pessimismo Fmi
TOKYO L'economia globale «ha rallentato e incertezze permangono con rischi al ribasso» della crescita. Lo afferma il Fmi nel comunicato finale aggiungendo che nelle economie avanzate «sono necessari ulteriori passaggi per assicurare una ripresa sostenibile». Fmi apprezza inoltre la decisione della Bce sul programma antispread, ma chiede ai ministri delle finanze di tutto il mondo «misure per il rilancio della crescita globale». Mario Draghi, presidente della Bce, è un po' più ottimista, almeno per quanto riguarda l'Eurozona. «La situazione migliora, ci sono segnali di ottimismo», dice. Poi aggiunge: «In altri termini, l'economia dell' Eurozona è molto meglio di quella di inizio anno». Prima della fine del 2011, «c'è stato un forte pericolo che il processo di riduzione della leva finanziaria potesse essere disordinato, con conseguenze molto negative sulla crescita». Fra le ragioni dell'ottimismo anche le decisioni prese dalla Bce riguardo allo spread. I conti dell'Italia sono a posto, è stato sancito il pareggio strutturale dal 2013 quindi non c'è bisogno di aiuto della Bce, non è nella situazione di chi ha deficit al 5 o al dieci per cento. Lo ha ripetuto più volte e con fermezza Vittorio Grilli al termine della conferenza stampa congiunta con il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al termine dei lavori del Fmi. Parlando davanti all'assemblea del Fondo il ministro dell'Economia ha indicato che le stime vedono la recessione toccare il fondo nei primi tre mesi del 2013 per poi lasciare spazio ad una ripresa graduale durante il resto dell'anno. La ripresa ci sarà, conferma Visco, le indicazioni arrivate finora lasciano prevedere questo, ma - avverte - «probabilmente sarà debole». I rischi al rialzo o al ribasso esistono e dipendono da diversi fattori, ma quelli al ribasso «sembrano leggermente rafforzati» rispetto alle ultime analisi, osserva il governatore senza entrare nel merito delle decisioni del governo su riduzione del debito e manutenzione dei conti pubblici. «La studieremo» si limita a dire in riferimento alla Legge di stabilità ma subito dopo sembra aprire ad una sostanziale promozione: «Va nella direzione giusta» per quanto riguarda «redistribuzione del reddito e attenzione alla dimensione sociale» e l'aumento dell'Iva non riguarda beni in grado di avere un effetto particolarmente depressivo.