«Prestateci un'auto per lavorare»
di Linda Lucini wSTRADELLA «A Castel San Giovanni sarebbero intenzionati a prendermi a lavorare, ma mi hanno detto di non presentarmi neppure se non ho un'auto, visto che devo fare i turni. Ho cercato lavoro ovunque e adesso che sono a un passo dall'averlo non posso accettarlo. Mi basterebbe un'auto in prestito e qualche banconota per arrivare il primo stipendio e i miei guai sarebbero finiti». Francesco Lucchetta, 50 anni, è disperato. Fatica a parlare: «Nella mia vita ho sempre lavorato, mi vergogno di trovarmi in questa situazione. Sono un carrellista esperto, lavoravo nelle logistiche, ma non mi tiro indietro di fronte a qualsiasi occupazione. Lo stesso la mia compagna». Lei lavapiatti in un ristorante dell'Oltrepo, lui carrellista. A giugno il crollo. Francesco perde il posto nell'azienda di San Cipriano. Riduzione del personale. La sua compagna, Ilaria Campagnoli di 29 anni, finisce il contratto a termine. I datori di lavoro le prospettano una riassunzione a settembre e i due cercano di tirare avanti con i risparmi e l'aiuto di qualche parente tutta l'estate. A settembre sfuma anche la riassunzione. «Siamo disperati – dicono – Non sappiamo più come tirare avanti. Abbiamo bussato a tutte le porte, ma per poter ottenere gli aiuti pubblici siamo troppo ricchi. Il nostro Isee è quello di gente che ha lavorato fino a giugno, quindi alto e il Comune non può aiutarci. Speravamo almeno nel pagamento delle bollette o di poter avere qualche soldo per poter mangiare». Così sono finiti a chiedere la spesa alla Caritas: «Nel frattempo la padrona di casa ci ha chiesto di liberare l'appartamento. Ci hanno proposto un piccolo contributo ma dobbiamo partecipare a un bando e chissà quando i soldi arriveranno. Noi abbiamo bisogno adesso. Chi può aiutarci di chiami al 338.8490170».