Sparatoria, assolto albanese. Pavese nei guai per rissa
SANT'ANGELO Assolto dall'imputazione di tentato omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. Condannato a 6 mesi per rissa. È andata bene a Ermal Jeshilay, albanese trentenne residente a San Zenone, imputato per una sparatoria verificatasi, nel giugno 2007, davanti a un supermercato di Sant'Angelo Lodigiano. Il giovane, difeso dall'avvocato Marco Casali, era accusato di avere esploso vari colpi di pistola nei confronti di due egiziani. Ma l'imputazione non ha retto il vaglio del giudizio di primo grado. Secondo la ricostruzione della Procura di Lodi, quella notte di giugno sul piazzale si trovarono due fazioni. Da un lato, Jeshilay insieme ad altri connazionali, dall'altro i due egiziani, Ibrahim Abdel Kalek e Moustapha Shioen, insieme ai pavesi Antonio Aiutino e Stefano Mezzenga. Uno degli egiziani fu raggiunto da un proiettile calibro 22 a un gluteo. L'albanese, accusato di avere tirato il grilletto, è stato invece assolto per non avere commesso il fatto. Per tutti, invece, è scattata la condanna per rissa. Tre mesi ai due egiziani e a Mezzenga, quattro mesi ad Aiutino e sei mesi a Jeshilay. Aiutino, tra l'altro, era stato al centro di un'altra vicenda di cronaca. Poco dopo i fatti era fuggito insieme alla fidanzata, figlia di un sottufficiale dell'Arma in servizio nel Pavese. In realtà, aveva poi spiegato il giovane, la fuga era dovuta al desiderio di tenersi lontano dai guai. Pochi giorni dopo la sparatoria, infatti, a Inverno e Monteleone era stato rinvenuto un cadavere. Aiutino, però, era estraneo ai fatti.(f.m.)