«Pavia non si arrenda, anticipiamo l'emergenza freddo»
PAVIA Povertà, emergenza continua. «Pavia però non può arrendersi. E' una città con strutture e risorse di volontariato – dice don Franco Tassone, parroco di San Salvatore – . Riusciamo a dare da mangiare a tutti, con le mense, cerchiamo di fare uno sforzo e accogliere queste persone anche la notte». E' ancora fresco l'orrore per la morte di Sebastian, il polacco ucciso nella boscaglia al Ticinello in cui dormiva, all'addiaccio, ogni notte. «Bisogna ripartire da lui, capire che non si può dormire sotto un ponte – dice don Franco –. Le persone sgomberate adesso però questa notte dormiranno all'aperto, per strada. E di sicuro si ammaleranno. Potremmo iniziare prima l'emergenza freddo. Lo scorso inverno c'è stata una grande mobilitazione. Anticipiamola». Il fossato del castello, l'area Cattaneo, l'ex asilo landini. Uno sgombero dopo l'altro. Poveri sulla strada. «Non sono frate Indovino ma posso già dire dove potrebbe essere il prossimo sgombero – dice don Franco –. In una struttura dismessa dalla Provincia dietro al Copernico, al Ticinello. Anche lì ci dorme della gente. Abbiamo chiesto di poterla utilizzare per trasformarla in un luogo di accoglienza». Le strutture di accoglienza ci sono. Ma, dice il Comune, sono sature. Dormitori pieni, case di accoglienza anche. E hanno un costo che ormai anche il Comune fatica sempre più a sobbarcarsi. «Le persone che vivono per strada, come era Sebastian, non sono solo un problema di ordine pubblico ma un problema di dignità umana – dice don Franco – Non possiamo voltarci dall'altra parte. Pavia è sempre stata una città accogliente. Se riusciamo invece a ridare dignità alle persone anche il nostro tessuto sociale sarà più saldo. Altrimenti è destinato a sfaldarsi». Oggi il senzatetto, domani il pensionato con la pensione minima, poi la mamma sola con un figlio e senza un lavoro. «Mettiamoci tutti insieme e diamoci da fare» chiede don Franco. (m.g.p.)