Beni intestati a prestanome, altre accuse per Chiriaco

PAVIA Modifica delle accuse per Carlo Chiriaco, a processo a Milano per concorso esterno in associazione mafiosa. Il pm Alessandra Dolci ha "corretto" il capo di imputazione relativo all'intestazione fittizia di beni, includendo in questa ipotesi di reato anche le quote di due società che erano state sequestrate a ottobre. Una delle società risulterebbe intestata all'imprenditore Rodolfo Morabito, ma secondo l'accusa sarebbe comunque collegabile a Chiriaco. Lo stesso ragionamento è stato fatto dall'Antimafia in relazione alle quote della Gso (Gestione servizi odontoiatrici), società con sede in via Mascheroni a Pavia che gestisce i medici e l'attività degli studi odontoiatrici, e di cui erano stati sequestrati i conti correnti. La società risulterebbe intestata a Chiraco e a un altro medico, che non è coinvolto nell'inchiesta. Tutti beni, che farebbero parte per l'accusa del presunto "tesoro" di Chiriaco, erano stati sottoposti a «sequestro preventivo d'urgenza». Dall'accusa di intestazione fittizia di beni, però, l'Antimafia ha fatto cadere l'aggravante mafiosa. Questa ipotesi di reato, in altre parole, non sarebbe servita a «favorire il sodalizio criminoso» della 'ndrangheta. Proprio alla luce della modifica del capo di imputazione, il processo è sospeso fino al 19 ottobre, quando riprenderà con l'avvio della deposizione del pentito Michael Panaja. A novembre potrebbe cominciare la requisitoria del pubblico ministero, con le richieste di condanna. La sentenza del processo, che vede imputato anche l'avvocato pavese Pino neri, potrebbe, a quel punto, arrivare entro la fine dell'anno. (m. fio.)