Che aria tira in ateneo, c'è il test
di Marianna Bruschi wPAVIA Il lavoro appassiona? Il team funziona in modo adeguato, le attività sono definite chiaramente? Si riesce a conciliare lavoro e famiglia? E la direzione come si comporta? I 2mila dipendenti dell'università di Pavia - tra tecnici e amministrativi, docenti e ricercatori - dovranno rispondere a queste e altre domande. Scopo: analizzare il clima organizzativo dell'ateneo. E come sottolineato dall'università stessa in un momento particolare come questo «con un cambiamento in atto». Quando hanno visto il questionario molti si sono chiesti: «Ma che cambiamento»? Il questionario lo dà per scontato, ma - visti i dubbi di chi deve rispondere - evidentemente non lo è. E' tutto legato alla riforma Gelmini: nuova organizzazione dei dipartimenti, facoltà presto destinate a scomparire, senato e Cda da rinnovare con le nuove composizioni fino alle elezioni del rettore previste per la prossima primavera. Il questionario è accessibile on line, a rispondere sono chiamati in 2mila con garanzia di anonimato. Si potrà rispondere fino al 26 ottobre. «L'indagine prende avvio dai risultati di un lavoro fatto un paio di anni fa – spiega Davide Barbieri dirigente dell'area Gestione sistemi, ambiente e sicurezza – sullo stress nell'ambiente di lavoro. Erano emerse alcune problematiche che andavano approfondite». Leadership, rapporto lavoro-famiglia, coinvolgimento del personale, comunicazione. Sono i temi messi in evidenza anche nella lettera che accompagna il questionario preparato da un apposito gruppo di lavoro coordinato da Barbieri e da Piergiorgio Argentero, psicologo del lavoro dell'ateneo. «E' un approfondimento su come viene visto il cambiamento – sottolinea Barbieri – la riforma Gelmini ha portato ad accorpamenti dei dipartimenti, le facoltà presto scompariranno, c'è un nuovo statuto e un nuovo regolamento di ateneo». Dunque bisogna capire se la riforma Gelmini ha migliorato o peggiorato le condizioni di lavoro. E il questionario - velatamente - lo chiede, con domande non solo riferite ai vertici ma anche all'ateneo in generale: sono migliorati i processi di comunicazione? I ruoli sono più chiari? Lo stile di direzione dei superiori è migliorato? A fine test dalle risposte si capirà che aria tira in università. Informazioni utili al futuro rettore. @MariannaBruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA