Processo Infinito, condanne in discussione

PAVIA In primo grado erano scattate in tutto 110 condanne, quattro per i pavesi. Il gup Roberto Arnaldi, nel processo con rito abbreviato, aveva condiviso la ricostruzione dell'accusa sulla presenza di un'organizzazione mafiosa in Lombardia. Il 29 ottobre si apre il secondo capitolo: le difese cercheranno di ribaltare quel verdetto nel procedimento che si apre davanti alla prima sezione della Corte di Appello di Milano. Un tentativo che faranno anche gli avvocati dei quattro imputati pavesi. Tre erano stato processati per il filone dell'inchiesta "Infinito" che riguardava la gara truccata a Borgarello, dove il diritto di superficie del terreno di via Di Vittorio, secondo l'accusa, fu acquistato da una società, la Pfp, in maniera non regolare. Per l'accusa di turbativa d'asta era stato condannato a un anno e quattro mesi, con pena sospesa, l'ex sindaco di Borgarello Giovanni Valdes (che è difeso dall'avvocato Mario Brusa), a cui non era contestata l'aggravante mafiosa. Per la stessa contestazione erano stati condannati nel processo in abbreviato il bancario di Binasco, domiciliato a Vernate, Alfredo Introini (difeso da Davide Steccanella) e l'imprenditore di Tortona Salvatore Paolillo: per entrambi la pena (sospesa) era stata di un anno. I tre imputati erano stati arrestati a ottobre del 2010 e scarcerati dopo alcuni mesi. Secondo l'accusa, Valdes avrebbe favorito l'aggiudicazione della gara alla Pfp, società - secondo i pubblici ministeri - formalmente intestata a Paolillo ma riconducibile all'ex direttore sanitario dell'Asl Carlo Chiriaco, che è a processo a Milano per concorso esterno in associazione mafiosa. Aveva invece rimediato in primo grado sei anni di carcere per l'accusa di associazione mafiosa l'imprenditore di Cura Carpignano Franco Bertucca. L'imprenditore, che si trova attualmente ai domiciliari, era stato tirato in ballo per alcune intercettazioni telefoniche. «Telefonate indirette, sono sempre altri a fare il suo nome», è la tesi della difesa, sostenuta dall'avocato Orietta Stella. Che tenterà, nel processo d'appello, di convincere i giudici dell'innocenza del suo assistito. (m. fio.)