Amianto, discariche in Oltrepo

FERRERA La discarica di cemento-amianto dovrebbe essere realizzata in Oltrepo, nella fascia precollinare che si estende da Voghera a Stradella. E' l'indicazione del presidente della Provincia, Daniele Bosone, che ieri pomeriggio è arrivato nell'area della cascina Gallona per presentare i risultati dei monitoraggi dei tecnici di piazza Italia a pochi giorni dall'ultima conferenza dei servizi in agenda il 18 ottobre a Milano. Con lui l'assessore provinciale all'Ambiente, Alberto Lasagna, il presidente della commissione consiliare, Pierangelo Fazzini, e i sindaci di Ferrera, Galliavola, Lomello, Mezzana Bigli, Pieve Albignola, Pieve del Cairo, Sannazzaro, Scaldasole e Cava Manara. Nelle campagne di Ferrera al confine con Sannazzaro, davanti agli impianti Eni, c'erano anche numerosi esponenti dei comitati antidiscarica di Sannazzaro, Mezzana Bigli, Lomello e Ferrera. Le parole di Bosone hanno rappresentato un'alternativa all'impianto progettato dalla società Acta. «Siamo qui per confermare che questa discarica non s'ha da fare e per ricordare alla Regione che l'opinione del territorio va tenuta in debito conto», ha detto il presidente, che ha parlato davanti al cippo che ricorda la visita dei principi di Savoia nel 1939 alla cascina Cascinazza, modello di coltivazione del riso. «Oggi anche la Regione dovrebbe fare tesoro di questo monumento storico: questa è una zona di riso, inadatta a ospitare un impianto di smaltimento di cemento-amianto – ha aggiunto – Noi abbiamo monitorato il territorio della provincia rilevando che l'unica area adeguata sotto l'aspetto geologico è quella del basso Oltrepo, che si estende dalla prima collina al Po. La Lomellina ha già dato molto sotto l'aspetto ambientale: non dimentichiamo che a pochi passi da qui si estrarranno 3,1 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia da destinare all'autostrada Broni-Mortara». Concetti espressi anche da Lasagna: «Non abbiamo individuato un Comune oltrepadano in particolare, ma una zona omogenea sotto l'aspetto geologico. Speriamo che la Regione tenga conto delle nostre osservazioni». Fazzini ha dato la parola anche a Giovanni Fassina e Claudia Montagna, sindaci di Ferrera e di Cava Manara, i due Comuni interessati da un progetto di smaltimento di cemento - amianto: «Siamo qui per ribadire la nostra contrarietà al piano presentato dalla Acta». Anche Giovanni Maggi, sindaco di Sannazzaro, ha respinto l'ipotesi di accogliere un «enorme buco per terra», collocato in una zona a rischio come quella a ridosso degli impianti Eni: «Senza contare che le prescrizioni avanzate dalla Regione sono addirittura inferiori a quelle del ministero». Il mondo agricolo era rappresentato da Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura: «Noi diciamo no a questo progetto perché siamo contrari al consumo di suolo agricolo a beneficio di attività industriali che vanno contro la risicoltura di qualità». Giuseppe Piovera e Luigi Borlone, sindaci di Lomello e di Galliavola, hanno ricordato la battaglia contro la Cre, ditta per lo spandimento di fanghi: «Ci è stata imposta dai tecnici della Regione, ma tutti sanno che la decisione è stata politica». Umberto De Agostino