Achilli alza l'asticella «Vincere non basta voglio Broni stellare»
BRONI Contenti a metà. L'Omc Broni esordisce in A2 di basket femminile dopo una assenza lunga tre anni battendo Biassono davanti ad un palaBrera stracolmo di spettatori, ma il direttore sportivo Andrea Achilli alza l'asticella e commenta: «Se mi fermo ai due punti e al pubblico sono più che soddisfatto. Abbiamo giocato una buona pallacanestro dimostrando che abbiamo enormi margini di miglioramento. Solo che le aspettative erano più alte. La sensazione è che la squadra non si sia ancora espressa al massimo dal punto di vista atletico. Non riusciamo ad essere brillanti come dovremmo. Faremo in settimana una chiacchierata con la preparatrice atletica Roberta Malchiodi per capire come ha impostato il lavoro». Tornando alla partita Achilli spiega: «Non era una gara come le altre, perché dovevamo toglierci una scimmia che stava sulle nostre spalle da quattro anni, da quando, cioè, perdendo con Biassono siamo retrocessi in B. Ce la siamo tolta con la vittoria all'esordio in A2. Le ragazze lo sentivano in particolare, anche perché tre erano in campo allora, quattro si erano guadagnate la promozione e tre erano le nuove, oltre al fatto che coach Paolo Fassina affrontava il gemello Stefano sulla panchina delle brianzole. Ultimo, ma non ultimo, il fatto che anche per la classifica dovevamo vincere, in quanto nelle prime quattro giornate giochiamo con Selargius a Cagliari e con Muggia e Venezia e se alla fine abbiamo quattro punti abbiamo fatto il nostro». Per la vittoria con Biassono Palabrera esaurito con almeno 500 spettatori. «Siamo molto, molto contenti della risposta del pubblico – conferma il ds bronese - sembrava di giocare la finale promozione. Ora speriamo che continui così. Le nuove? Zandalasini ha patito l'esordio a casa sua, facendo cose buone ed altre meno buone, ma è giovane. Surkusa? Impatto positivo, come testimoniano la doppia doppia (14 rimbalzi e 12 punti) e le due stoppate). Solo che da lei abbiamo bisogno di una presenza più decisa in mezzo all'area, anche per i suoi 195 cm deve farsi sentire di più. Tagliabue? Utile a rimbalzo offensivo, deve avere una maggior precisione al tiro». Maurizio Scorbati