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PAVIA Il profumo del pane appena sfornato accoglie i visitatori della sessantesima edizione dell'Autunno pavese. Le famiglie si avvicinano allo stand allestito dall'associazioni panificatori. I bambini guardano incuriositi come si preparano michetta e miccone. Il pane che sa di pane, sapore che si sta dimenticando e che i panificatori, che poco più in là sono riuniti in un convegno organizzato da Ascom, vogliono far riscoprire ai consumatori attratti dal prezzo competitivo dei grandi supermercati. Roman Krylvy, ucraino, e Tommaso Sallustio, pavese, hanno 16 anni ed entrambi sono studenti dell'Apolf. A loro fare il pane piace e hanno una passione per quell'impasto che richiede sacrifici. «I panettieri tradizionali – spiega Carla Barbieri, presidente dell'Associazione panificatori della provincia di Pavia – conoscono il processo di lavorazione, preparano la biga il giorno prima, si alzano in piena notte, rispettano i tempi di lievitazione in modo da tutelare la salute dei consumatori». E ieri erano una trentina i panificatori presenti all'Autunno Pavese, un numero alto per Ascom. Perché i panettieri preferiscono rimanere nei loro retrobottega a lavorare. Però adesso è il momento del rilancio, della necessità di rivendicare l'importanza di un mestiere antico, da tempo sotto assedio. «Fatichiamo a stare sul mercato, salassati da mille balzelli – sostiene Claudio Nicola, del panificio artigianale Pan Via – La grande distribuzione mette in difficoltà le piccole panetterie che offrono anche un servizio». Botteghe dove il pane è buono, impastato da chi questo lavoro lo fa da cinquant'anni. Come Giampiero Celestino, panettiere di Lomello. «Il consumo continua a diminuire – afferma Celestino – Non per la crisi, ma perché la dieta alimentare è diversa». «La situazione è tragica», aggiunge Marcello Barbieri, panificatore a Voghera da sessant'anni. «E' da anni che il nostro settore è bersagliato – dice – Puntiamo da sempre sulla qualità e adesso ancora di più, cercando di ampliare la gamma dei nostri prodotti». Così si cerca di andare incontro alle richieste dei consumatori, si produce il pane senza lievito e quello senza sale. «Cerchiamo di sensibilizzare produttori a prestare attenzione alle esigenze del mercato», afferma Roberto Capello, vicepresidente nazionale di Federpanificatori, presente ieri al convegno. L'associazione devolverà il ricavato della vendita dei prodotti dello stand ai terremotati dell'Emilia. Stefania Prato